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Lucca

Scalpore per l'arresto di Minischetti

Scalpore per l'arresto di Minischetti

Dagli anni Novanta è conosciuto come un top-manager nel settore del credito

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LUCCA. Direttore della Banca Commerciale in piazza S. Michele nel 1994, direttore generale della Banca del Monte nel 1997, vicepresidente (dal 2002) poi presidente del Banco di Lucca (dal 2005). È in gran parte in chiave lucchese la carriera nel mondo bancario di Luigi Minischetti. Immaginabile quindi lo scalpore destato dalla notizia del suo arresto nell'ambito dell'inchiesta romana su un presunto giro di evasione fiscale (di cui parliamo nelle pagine generali). A Lucca la guardia di finanza ha perquisito il suo ufficio privato, ma non i locali della banca.  La notizia dell'arresto si è diffusa in baleno a metà della mattinata, appena battuta dalle agenzie. Tante le persone che con Minischetti hanno ed hanno avuto contatti per lavoro negli istituti bancari e nel mondo finanziario. Tanti i dipendenti di banca che lo ricordano come un preparatissimo manager, sempre pronto a dare l'esempio e quindi molto esigente sul lavoro.  Già alla fine degli anni Novanta era arrivato al top nel credito. Approdato alla direzione generale della Banca del Monte, aveva saputo muoversi con sagacia e autonomia, portando sviluppo e crescita e assumendo un ruolo di rilievo assoluto.  Certamente non passato inosservato se, nel settembre del 1999, Minischetti veniva "rubato" dalla Cassa di Risparmio di S. Miniato alla Banca del Monte.  Ma il manager non aveva mai perso di vista la florida realtà economica lucchese ed aveva avuto una parte di primo piano nell'acquisto del 30% della giovane Banca di Lucca da parte della Cassa di S. Miniato.  L'accordo era stato siglato, nell'ottobre del 2002, dall'allora presidente della Banca, Aldo Casali, proprio con il direttore generale della Cassa, che entrava nel Cda della Banca come vicepresidente, mantenendo inizialmente un basso profilo.  Tre anni dopo però, nell'ottobre del 2005, era arrivato il blitz che aveva estromesso Casali e portato Minischetti alla presidenza. All'epoca nel Cda dell'istituto, diventato Banco di Lucca, c'erano personaggi in gran parte lucchesi come il docente universitario Silvio Bianchi Martini, l'industriale Riccardo Dianda, il consigliere dell'Ascom e commerciante Marco Guidi, il dirigente della Cna e artigiano Marco Nelli, lo scomparso onorevole Giuseppe Bicocchi, l'assicuratore Marco Porciani.  Il motto del Banco era "Una banca di lucchesi per i lucchesi". Negli anni però i lucchesi se ne sono andati quasi tutti, soprattutto dopo il passaggio della proprietà alla Cassa di Risparmio di Ravenna che era subentrata (arrivando alla quota del 55,31%) dopo la rottura dell'intesa tra la Banca di Lucca e la Cassa di S. Miniato. Ravenna aveva peraltro confermato alla presidenza Minischetti, che nel maggio del 2008 era diventato anche presidente del Consorzio Etruria.  Al manager era arrivato, nel gennaio del 2006, un riconoscimento del Sole 24 Ore che lo aveva inserito tra gli uomini dell'anno per i risultati ottenuti nel mondo bancario. Marco Innocenti (altri servizi alle pagine 2-3)

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