Il Tirreno

Lucca

Si sono presentati alle 14, ma erano stati ritenuti in sciopero: hanno chiamato la polizia

I prof trovano la scuola chiusa

L’istituto per geometri Nottolini
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L’istituto per geometri Nottolini

Niente scrutini all'Istituto per geometri Nottolini

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LUCCA. Scontro tra insegnanti e dirigente all'Istituto per geometri Nottolini, dove nel pomeriggio è arrivata la polizia. È successo che anche i professori che non aderivano allo sciopero proclamato dai Cobas, arrivati alle 14 a scuola per fare gli scrutini, hanno trovato il cancello chiuso. I professori hanno chiamato il 113 e hanno segnalato l'accaduto all'ufficio scolastico provinciale.  Tre i professori coinvolti, due dei quali, tra l'altro, sono stati ritenuti in sciopero per non essersi presentati a scuola alle 8 di mattina, come richiesto dalla dirigente scolastica nei giorni scorsi, per firmare un foglio in cui avrebbero dichiarato la non adesione allo sciopero.  Per i docenti un atteggiamento del genere fa rilevare una sorta di controllo sullo sciopero: convocando gli insegnanti di primo mattino, a loro giudizio, la dirigente avrebbe potuto vedere chi e quanti erano gli scioperanti e quindi organizzare in altro modo gli scrutini della giornata. Una iniziativa ritenuta lesiva del diritto di sciopero. «Chi decide di scioperare - dice un insegnante - non deve avvisare della propria presenza o meno a scuola. Anche perchè verrebbe meno il senso stesso della protesta». «La preside - spiega un altro docente - ha fatto girare una circolare nell'istituto in cui si diceva che per il 14 giugno (primo giorno di mobilitazione dei Cobas) i professori si sarebbero dovuti presentare a scuola alle 8 di mattina, indipendentemente dall'orario degli scrutini, per dichiarare la non adesione allo sciopero e per garantire la presenza. Questo è un fatto molto anomalo e discutibile: nonostante questo, però, mi sono comunque recato a scuola di primo mattino, anche se il mio scrutinio era fissato per le 14,30».  Due insegnanti che non avrebbero preso parte allo sciopero, non sono tuttavia potuti andare a scuola per questa sorta di "appello" dei non scioperanti: nonostante la comunicazione via telefono e via fax, dicono, sono stati ritenuti in sciopero.  Alle due del pomeriggio si sono recati a scuola per lo scrutinio. Il portone era chiuso su ordine della preside. Hanno allora chiamato il 113 e, contestando la scelta della dirigente, hanno fatto mettere a verbale le loro considerazioni e poi si sono recati all'Ufficio scolastico provinciale segnalando l'accaduto alla vice provveditore. Gli scrutini, che sono atti ufficiali le cui calendarizzazioni vengono deliberate dal collegio dei docenti, sono stati rimandati di alcuni giorni su decisione della dirigente scolastica.

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