Finanza
Condannato per spaccio di cocaina
Quattro anni di reclusione per una delle menti dell'organizzazione
LUCCA. Per gli inquirenti era al vertice di un'organizzazione composta da italiani e albanesi e dedita alla vendita e alla cessione di cocaina in Lucchesia attraverso una rete di distribuzione gestita a più livelli e perfettamente pianificata. Vincenzo Anania, 40 anni, nato a Cirò Marina e residente in via dei Bocchi a Lammari, è stato condannato dai giudici del tribunale (presidente Valentino Pezzuti, a latere Stefano Billet e Mario Profeta) a quattro anni di reclusione e quattromila euro di multa. Nei suoi confronti è stata applicata anche la pena accessoria dell'interdizione quinquennale dai pubblici uffici. Il pm Enrico Corucci per lui aveva chiesto la condanna. I fatti risalgono al periodo che va dal novembre 2007 all'aprile 2008 e l'indagine venne svolta dai carabinieri del nucleo operativo di Cortile degli Svizzeri che utilizzarono anche le intercettazioni telefoniche per incastrare la gang. Stando agli inquirenti in taluni casi lo stupefacente veniva ceduto in cambio di prestazioni sessuali che coinvolgevano transessuali che si prostituivano in Versilia. Nel corso dell'inchiesta - denominata dai carabinieri «Grifone» e che portò all'arresto di sei persone, tra cui anche alcuni albanesi giudicati separatamente - vennero documentate dai militari numerose cessioni di cocaina, quantificate in alcune centinaia di grammi alla settimana, spesso in favore di persone insospettabili: da studenti a impiegati, da imprenditori a professionisti. Tutti, con cadenza regolare, si rifornivano di droga e la cocaina, in determinate circostanze, era l'attrazione di feste e serate in Versilia. Vincenzo Anania una decina d'anni fa chiese e ottenne il patteggiamento della pena nell'ambito dell'inchiesta Car Crash sulla maxi truffa alle compagnie assicurative. Stando all'accusa figurava come beneficiario in un falso incidente e la pena detentiva venne trasformata in pena pecuniaria. Lui uscì dal processo pagando una multa di poco più di tremila euro.
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