Sicurezza
«Chiarezza sull'assistenza domiciliare oncologica»
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Giuseppe Del Carlo Interrogazione urgente del capogruppo Udc, Giuseppe Del Carlo, al presidente della Regione
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LUCCA. Il gruppo consiliare Udc al consiglio regionale interviene sul problema dell'assistenza domiciliare oncologica: «È un campo delicato perché coinvolge persone che sono in una condizione di sofferenza che richiede un'attenzione particolare, una cura adeguata, una professionalità certa. Pare tuttavia che a Lucca, in questi ultimi mesi, si stiano verificando alcune situazioni non proprio deontologicamente perfette. Infatti alcuni infermieri dipendenti dell'ospedale di Lucca avrebbero costituito un'associazione per fare servizio di assistenza domiciliare ai malati oncologici in fase terminale. Il medico dell'Asl coordinatore del gruppo sarebbe anche referente di un'altra associazione onlus conosciutissima a Lucca che svolge analoga attività. Alcuni pazienti tuttavia si sarebbero lamentati per le prestazioni ricevute che risulterebbero troppo frettolose e non sempre adeguatamente curate». Per fare chiarezza sulla situazione che si è venuta a creare, il capogruppo Udc in consiglio regionale, Giuseppe Del Carlo, ha presentato oggi una interrogazione urgente al Presidente Enrico Rossi chiedendo se l'associazione è convenzionata con l'Azienda Usl 2 per svolgere servizi di assistenza domiciliare oncologica (Ado) o comunque di assistenza domiciliare integrata (Adi) di terzo livello; se questi infermieri sono stati espressamente autorizzati dalla direzione dell'azienda Usl 2 per svolgere questo servizio; se si tratta di un'associazione regolarmente iscritta al Registro Regionale del Volontariato o comunque se ha qualche riconoscimento da parte di Istituzioni Pubbliche; se sono previsti controlli da parte della Struttura Sanitaria Pubblica sull'operato di questo servizio di assistenza domiciliare oncologica per evitare che alcune prestazioni siano erogate in modo non conforme. «Il mio intento - afferma Giuseppe Del Carlo - non è quello di demonizzare l'una o l'altra associazione, né la stessa azienda sanitaria, bensì quello di fare chiarezza e verificare che quanto prescrive la legge venga osservato; tutto nell'interesse primario del paziente al quale importa soltanto che il servizio sia svolto in modo corretto, magari accompagnato da un po' più di impegno».
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