Attenzione
Sinistra Ecologia e Libertà contraria alla riapertura dellinceneritore di Castelnuovo imposta da Se.Ver.A
«L'impianto uccide il turismo»
Luca Dini
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Linceneritore di Castelnuovo Investimenti di 3,3 milioni, ma nemmeno un euro per il porta a porta
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CASTELNUOVO. L'inceneritore di Castelnuovo e la sua ri-apertura secondo il piano di Se.Ver.A. spa fa discutere. Alberto Comparini, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà e neo consigliere provinciale, interviene: «La scelta di rimettere in funzione l'inceneritore appare una strana uscita post elettorale anche alla luce dei precedenti indirizzi contrari espressi dalla conferenza dei sindaci». «E soprattutto tenendo presente che il piano provinciale dei rifiuti, approvato dal Consiglio Provinciale nel 1999, ne prevedeva la dismissione già entro il 2006 - spiega Comparini - ancora più perplessità desta il fatto che si voglia procedere nonostante la contrarietà di alcuni Comuni soci di Se.Ver.A. ed in particolare di Castelnuovo sul cui territorio insiste l'inceneritore. Io e Sinistra e Libertà rimaniamo nettamente contrari alla riapertura dell'inceneritore e crediamo che l'unica strada percorribile sia quella della raccolta differenziata. Si parla di investimenti di 3,3 milioni di euro sul forno del vecchio inceneritore, una scelta deleteria e senza prospettive. Quei soldi andrebbero usati per passare alla raccolta "porta a porta", un sistema che permetterebbe di difendere e incrementare i posti di lavoro, di tutelare la salute degli abitanti della Garfagnana e salvaguardare l'immagine della nostra valle rispondendo all'impegno delle tante associazioni che credono in uno sviluppo legato al turismo e ai prodotti tipici di qualità. Ci opporremo con forza alla decisione di Se.Ver.A. ritenendola l'ennesima brutta notizia che si abbatte su un territorio già pesantemente colpito da crisi economica e indebolimento strutturale della sanità». Anche varie associazioni di turismo e commercio si sono dette contrarie come Salviamo le Apuane che coordinamento alle associazioni e comitati per la difesa del territorio in provincia di Lucca e Massa Carrara: «Si va contro il nostro futuro - dicono i responsabili - gli investimenti fatti in campo turistico rischiano così di essere annullati. Riaprire e potenziare l'inceneritore significa degradare e squalificare parte della Valle del Serchio. La maggior parte delle aziende e industrie locali si trovano in forte difficoltà, va costruita un'alternativa valida nel settore agricolo-turistico, unica via per la Garfagnana. E le alternative all'incenerimento esistono».
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