Finanza
PROCESSO TRONCI
Testimone diventa persona indagata
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LUCCA. Colpo di scena in tribunale dove era in corso una delle udienze del processo per una presunta truffa da 22 milioni di euro ai danni della Banca Nazionale del Lavoro. Una teste dell'accusa, che nei mesi scorsi era stata interrogata dalla Finanza, è divenuta indagata e il 9 luglio dovrà tornare in aula. Ma stavolta accompagnata da un avvocato di fiducia. La donna, viareggina, si è sentita male quando il giudice le ha comunicato che il suo ruolo cambiava radicalmente. È avvenuto a causa delle risposte date in tribunale: l'ex testimone, che era stata alle dipendenze dell'ingegner Giovanni Tronci indicato dagli inquirenti a capo dell'organizzazione, ha ammesso di aver seguito personalmente le varie pratiche finite nell'occhio del ciclone. Le sue ammissioni hanno convinto i giudice a interrompere la seduta. Per la Procura, Tronci aveva creato società intestate a prestanome che fungevano da scatole cinesi per accedere a finanziamenti e mutui - 32 milioni richiesti, 22 erogati - raggirando la Bnl attraverso un complicato sistema che prevedeva anche il coinvolgimento di professionisti ritenuti in grado di realizzare perizie e documentazioni artefatte.
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