Il Tirreno

Lucca

La sala è utilizzata anche per le proiezioni d’essai del cineforum Ezechiele e per attività culturali

Messo in vendita il cinema Italia

Ilaria Bonuccelli   Nicola Nucci
<b>CINEMA ITALIA.</b> Due immagini della sala di via S. Gemma Galgani
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CINEMA ITALIA. Due immagini della sala di via S. Gemma Galgani

La Curia vorrebbe ricavare fondi per ristrutturare altri edifici di proprietà

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LUCCA. In vendita il cinema Italia. La Curia mette sul mercato la sala di via S. Gemma Galgani, nel centro storico, per recuperare fondi da investire nella ristrutturazione di altri immobili più funzionali alla propria attività, come l'edificio di via dell'Angelo custode. Al contrario, la gestione del cinema - l'unico d'essai a Lucca - non è considerata rilevante. Su questa operazione la Curia è abbottonata. Anche perché sembra che non ci sia unanimità sulla scelta. Don Alessandro Banducci, parroco di S. Maria del Giudice, al quale è affidata la gestione della sala, dice, però, di non occuparsi della vendita e quindi di non essere al corrente di nulla. E monsignor Michelangelo Giannotti, che seguirebbe l'operazione, preferisce non commentare. Rimanda alla riapertura degli uffici amministrativi della Curia per informazioni più dettagliate sull'argomento.  Il fatto, però, è che già un paio di settimane fa c'è stato un potenziale acquirente che ha effettuato un sopralluogo nel cinema Italia, già attivo in epoca fascista (come cinema Savoia) e ristrutturato, poi, dopo la guerra. L'edificio non è di particolare pregio e non sarebbe neppure vincolato dalle Belle arti: perciò, Comune permettendo, potrebbe anche non essere esclusa la sua demolizione e la sua trasformazione da parte di privati che lo acquistassero. A un prezzo assai superiore al milione di euro. Una cifra allettante per la Curia che, oltretutto, è anche alle prese con il problema della messa a norma della sala. L'edificio, infatti, avrebbe bisogno di lavori strutturali, dai quali non sarebbe escluso neppure il tetto.  Per la Curia, dunque, in questo momento la sala più un un onere che un guadagno. E, quindi, l'economato spinge per la vendita. Nonostante sia un punto di riferimento per la cultura in città, con i suoi quasi 100 film in programmazione ogni anno e l'attività messa in piedi dal cineforum Ezechiele che oggi vanta oltre 1.800 soci.  Queste cifre, però, non sembrano impressionare la Chiesa che ritiene più impellenti altre necessità e altri investimenti. Perciò tutti i tentativi messi in atto finora per scongiutare la vendita non hanno sortito alcun effetto. È altrettanto vero, però, che al momento l'immobile non è ancora stato ceduto. Tanto che la programmazione autunnale dovrebbe essere confermata: l'indicazione della Curia, infatti, è di andare avanti fino a quando non sarà formalizzato l'eventuale contratto di vendita. Questo periodo potrebbe essere anche utilizzato per ripensare alla scelta che per alcune persone della diocesi non sarebbe la più giusta. Visto come "sala di comunità", oltre che come sala per proiezioni in senso stretto, il cinema Italia è considerato un punto di raccordo con la società, un punto di incontro e la sede ideale per iniziative di confronto, come è stato dimostrato da alcuni eventi organizzati anche nei mesi scorsi proprio dal cineforum Ezechiele.  L'associazione, però, al momento non commenta l'eventualità della vendita del cinema Italia. Anche se alcuni membri si sono già impegnati per impedire la chiusura di sale cinematografiche. E salvare, ad esempio, il cinema Centrale, a Viareggio, punto di riferimento per migliaia di persone interessate alle pellicole non di "cassetta". Anche in quel caso, la Curia - proprietaria della sala - decise di trasformare in appartamenti l'immobile in via Battisti, una delle strade pedonali più importanti del capoluogo versiliese, per ricavare risorse da investire nel recupero di altri immobili della parrocchia di S. Andrea, ritenuti più necessari per la comunità. La battaglia - nonostante l'impegno di personaggi come Mario Monicelli e Stefania Sandrelli - a Viareggio è stata persa: il cinema è chiuso da anni, ma l'operazione immobiliare ipotizzata dalla Curia non è mai stata avviata. A Lucca, invece, la vicenda è ancora da definire. Anche se si cerca già una sede alternativa - magari una chiesa non più utilizzata - per l'attività del cineforum Ezechiele.

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