Il dolore
La materna di S. Macario senza suore
Azelio Biagioni
Dopo 37 anni se ve vanno le sorelle del Cenacolo: la scuola cambia gestione
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LUCCA. Dopo le suore di Maria Ausiliatrice di S. Maria a Colle e le Dorotee a S. Marco ora anche un altro istituto religioso lascia la diocesi. Si tratta delle suore del Cenacolo del cuore addolorato e immacolato di Maria. Oggi la comunità parrocchiale di San Macario in Piano (dove c'era l'unica casa di questo ordine in Lucchesia) e le parrocchie limitrofe saluteranno le suore. Per 37 anni le religiose si sono dedicate all'educazione dei bambini, curando la scuola materna "San Giovanni Bosco" con 42 bambini. La loro è una congregazione che nel suo carisma ha l'educazione dei bambini e ragazzi e l'assistenza al clero. Tante sono le suore che in questi anni si sono susseguite a San Macario. Alla fine erano rimaste in quattro fra cui la direttrice, suor Maria Loredana, presente in diocesi da 30 anni. Erano diventate un'istituzione per la parrocchia non solo perché hanno fatto crescere intere generazioni ma anche perché sono state impegnate nella pastorale, nel catechismo e nella liturgia. Amareggiato il parroco di San Macario, don Marek Labuc: «La decisione di lasciare l'asilo - dice - e di conseguenza la parrocchia e la diocesi, è stata presa un po' all'improvviso, a marzo. La madre generale, che risiede in Sardegna, ha deciso di ritirare le religiose a causa della situazione interna della congregazione. Mi ha spiegato che ultimamente diverse suore, anche giovani, si sono ammalate e che mancano nuove vocazioni. Perciò non sono più in grado di mantenere tutte le case». Le suore che finora hanno lavorato a S. Macario ora andranno a ricoprire altri incarichi. «Nonostante la mia insistenza e diversi interventi presso la casa madre - prosegue il parroco - non sono riuscito ad ottenere neanche una proroga di 1 anno. La decisone è stata quella di lasciare l'amministrazione della scuola a fine giugno. Lo sgomento è stato grande anche perché le iscrizioni per l'anno scolastico 2011/12 sono state chiuse a febbraio e a settembre dobbiamo riaprire la scuola con una nuova gestione. Non siamo in grado di gestirla da soli come parrocchia e ci siamo attivati per cercare soluzioni alternative. Non ho trovato altre suore neanche in Polonia (paese d'origine del sacerdote, ndr). Tra le diverse cooperative prese in considerazione abbiamo scelto la "Giovanni Paolo II", di ispirazione cristiana e cattolica, che nel campo dell'educazione sembra ormai essere esperta, garantendo così il profilo religioso e parrocchiale della scuola».
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