Toscana
Soldi per Santa Caterina ma nessun contributo da Roma per le Mura
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La chiesa di Santa Caterina Il ministero garantisce 800mila euro per il recupero della chiesa "delle sigaraie", simbolo del barocco
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LUCCA. Ci sono 800mila euro per la chiesa di Santa Caterina, ma neppure un euro per le Mura. Il ministero dei Beni culturali spedisce anche a Lucca una (minima) parte degli oltre 10 milioni destinati alla Toscana con la distribuzione dei 57 milioni provenienti dalle maggiori accise sui carburanti. I soldi, però, sono tutti per la chiesa delle sigaraie, frequentata dalle operaie della Manifattura Tabacchi. Il movimento popolare, le petizioni e anche il terzo posto al referendum "Il luogo del cuore" indetto dal Fai - il Fondo ambientale italiano - sono risultati un biglietto da visita fondamentale per questa chiesa di impianto cinquecentesco ma di stile, oggi, prevalentemente barocco, dopo le trasformazioni subite nella prima metà del XVIII secolo. Citata anche da Mario Tobino in un suo romanzo, conosciuta per le tabaccaie che, prima di entrare al lavoro, si fermavano a dire una preghiera, la chiesa di Santa Caterina era chiusa da anni. E soprattutto era a rischio di crolli, per la mancata opera di manutenzione (ordinaria e straordinaria) da parte del Comune. Ora, però, la situazione dovrebbe cambiare e gli 800mila euro garantiti dallo Stato dovrebbero bastare per il restauro completo della chiesa che vanta alcuni dipinti di un certo pregio e anche un organo (piccolo) dei primi dell'Ottocento. Se da una parte i fondi per Santa Caterina rappresentano un successo per la città, dall'altra è incomprensibile - secondo il senatore del Pd, Andrea Marcucci, segretario della commissione cultura a Palazzo Madama - come sia stato possibile ignorare le Mura. «Per finanziare il restauro della bella chiesa barocca - esordisce il senatore, ex sottosegretario ai Beni culturali - c'è voluta una campagna nazionale. Ma resta fuori un finanziamento importamte come quello per l'Opera delle Mura. Perciò sarà necessario un intervento più vigoroso da parte del sindaco Mauro Favilla, affinché Lucca non resti fuori dai prossimi interventi ministeriali, come è avvenuto fino ad oggi». Le Mura - stando alle prime notizie da Roma - non avrebbero ricevuto finanziamenti, almeno in questa mandata, perché non sarebbero stati richiesti al ministero dei Beni culturali. Neppure in considerazione dell'importante anniversario - i 500 anni dalla realizzazione - che verrà celebrato nel 2013. In realtà, già alcuni giorni fa, il presidente dell'Opera delle Mura, Francesco Colucci, aveva annunciato un paio di iniziative intraprese a livello romano: la prima è una richiesta di finanziamenti ad Arcus, la società controllata dal ministero delle Finanze, che distribuisce risorse pubbliche secondo le indicazioni del ministero dei Beni culturali. La seconda, invece, è una richiesta avanzata alla Presidenza del Consiglio, per la precisione al sottosegretario Gianni Letta, per ottenere fondi attraverso la distribuzione degli introiti dell'8 per mille. La richiesta avanzata è per diversi milioni di euro, ma Lucca si accontenterebbe anche di qualche centinaia di migliaia di euro. Questa procedura - per avere accesso a contributi milionari - sarebbe stata attivata proprio in previsione degli importanti interventi di restauro di cui avrebbero bisogno le Mura in vista del 500º anniversario. Invece, i fondi ad Arcus sono stati chiesti per poter intervenire sugli spalti. Al momento, comunque, non c'è ancora conferma della concessione dei contributi pubblici (Arcus deve definire il bando), ma l'Opera delle Mura prosegue anche la campagna per l'acquisizione di sponsor privati. Tuttavia, il senatore Marcucci si mette a disposizione del Comune per rendere più incisiva la pressione sui ministeri e gli enti romani: «Per quanto mi riguarda - conclude il parlamentare - resto a disposizione degli amministratori locali, affinché sia possibile ripristinare fondi essenziali per la cultura, a partire dalla situazione delicata dei nostri musei nazionali».
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