Italia
IL COMMENTO
Tante domande ancora senza risposte
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Da mesi le famiglie accusano l'assessore all'istruzione di non essere capace di dialogare. In compenso, Donatella Buonriposi dimostra di avere dimestichezza con i social network. E sceglie Facebook per denunciare che un quotidiano locale (Il Tirreno) continua «a pubblicare - si legge nella bacheca della professoressa - false notizie, attribuendomi frasi e pensieri che non mi appartengono. Il Terreno su cui ci muoviamo è lastricato di pessime intenzioni e squallidi giornalai». Come al solito, quando l'assessore legge articoli non allineati, ha reazioni scomposte. Ma non è questo che ci preoccupa. Ci preoccupa, invece, la sua incapacità di rispondere a poche domande elementari che le riproponiamo, ancora una volta: perché a fine anno scolastico, le famiglie non sanno ancora quanto devono pagare per la mensa? Perché non viene fissata una scadenza per la spedizione dei conguagli? Dire che c'è tempo perché la prescrizione di questo credito matura in alcuni anni non è sufficiente. Di sicuro non è sintomo di amministrazione efficiente. Vorremmo anche capire perché l'assessore abbia deciso con la giunta l'aumento delle tariffe, senza neppure discuterne prima con la maggioranza se non con il consiglio comunale. E anche in questo caso, c'è una domanda che da un anno è sul tavolo senza risposta: perché non avviare un confronto con le famiglie sugli aumenti? E perché inserire le bollette fra gli indicatori di benessere, per stabilire le fasce di reddito? In fondo, questo è quello che chiedono (o forse chiedevano) i genitori: essere ascoltati. Al Comune sarebbe costato meno del contenzioso in corso. E non solo in termini economici. (i.b.)
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