Il Tirreno

Lucca

Puccini, Michelangelo e il verde

Ilaria Bonuccelli
Il presidente Baccelli illustra gli eventi previsti in provincia (Vip)
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Il presidente Baccelli illustra gli eventi previsti in provincia (Vip)

Baccelli: «Per il turismo accordi coi privati sui grandi progetti»

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 LUCCA. Lo spunto glielo hanno offerto gli albergatori della Versilia, in campagna elettorale. Si dichiarati disposti a investire risorse proprie per valorizzare il territorio, a patto che si crei un gruppo di lavoro per sostenere il turismo. Pubblico e privato a braccetto, per ovviare alla chiusura delle Apt e al taglio dei fondi statali e regionali sul settore.  Stefano Baccelli, appena rieletto presidente della Provincia, trova che «il gioco di squadra» sia la formula vincente in un momento di crisi profonda dell'economia. Una crisi aggravata dal tentativo di scaricare sugli operatori la carenza di risorse pubbliche attraverso l'introduzione della tassa di scopo sul turismo e dalla decisione (poco condivisa) della Regione di trasferire all'agenzia Toscana Promozione il lancio dell'immagine locale all'estero.  Per traghettare il turismo dalla fase Apt alla fase post-Apt, decide di tenersi la delega al settore, accollandosi al responsabilità di far funzionare la «cabina di regia», da riempire di contenuti, prima ancora che di fondi. Presidente, perché ha scelto di tenere la delega al turismo?  «In primo luogo perché siamo in una situazione delicata. Con l'abolizione delle Apt è necessaria una riorganizzazione del settore, che rappresenta una delle voci più importanti dell'economia del territorio. Siamo, quindi, in una fase di avvio che implica non solo un ripensamento del settore da parte della Provincia, ma anche da parte dei vertici di enti, associazioni, categorie che si occupano di accoglienza turistica».  Cosa cambierà con l'abolizione delle Apt?  «Si riduce la filiera delle risorse pubbliche a disposizione del turismo e della promozione. Se è vero che l'Enit (l'ente nazionale del turismo, che si occupa di promuovere l'immagine del paese all'estero, ndr) ha risorse poco più che sufficienti per pagare il personale, a livello locale la situazione è peggiore. Dopo i tagli del ministro Tremonti sui trasferimenti alle Regioni, anche la Toscana ha dimezzato le risorse per il turismo. E ha chiuso le Apt». Ma la Provincia quanti soldi ha per il settore, del quale mantiene la competenza (promozione all'estero esclusa)?  «In questo momento, zero. I trasferimenti regionali bastano appena a pagare gli stipendi ai dipendenti delle Apt che poi dovranno essere re-impiegati». Cosa comporta la carenza di risorse?  «Ad esempio che in questo momento non posso neppure piazzare i 35 touch screen, uno per ogni comune del nostro territorio, con informazioni turistiche e di servizio. Perciò dovremo trovare risorse alternative. Non ci sono neppure più i fondi per la promozione all'estero che per noi era fondamentale: grazie all'azione virtuosa delle Apt di Lucca e Versilia, che negli ultimi anno hanno lavorato come ente unico, abbiamo esportato il territorio attraverso la musica di Puccini e l'enogastronomia». Come si trovano le risorse alternative?  «Con il gioco di squadra. In un momento in cui ci troviamo, come enti pubblici, a chiedere di più ai privati dobbiamo essere in grado di valorizzare il territorio, puntando sulla qualità delle iniziative. Di fronte a un progetto credibile, i privati sono disposti a investire». C'è sempre la tassa di scopo, però.  «Questo è il vero paradosso prodotto dai tagli del Governo. La tassa di scopo, di fatto una tassa di soggiorno, diventa una gabella a carico degli operatori. Considerando che non si è mai discussa la destinazione di questi fondi, le risorse verranno utilizzate dai Comuni (che possono introdurre la tassa e tenersi gli introiti) per tappare i buchi di bilancio. Proprio com'è successo con gli oneri di urbanizzazione, ormai utilizzati solo in minima parte per le opere pubbliche». Allora quale potrebbe essere la soluzione per ovviare alla carenza di risorse?  «Lo spirito di squadra. Bisogna rompere il tabu dell'inviolabilità dell'autonomia di chi organizza spettacoli ed eventi culturali. La cabina di regia non deve interferire sulle valutazioni artistiche, ma deve valutare le potenzialità di ricaduta degli eventi sul territorio. Deve giudicare quanto un'iniziativa serva per valorizzare il territorio e, quindi, per promuoverlo. L'andamento della cultura e del turismo si riflette sull'economia: al contrario di quello che sostiene il ministro Tremonti, quando annuncia i tagli, con la cultura si mangia». In concreto, quali sono le iniziative che valorizzerebbero il territorio?  «Non c'è da inventare niente. Anzi abbiamo anche troppi eventi. Se c'è un problema è semmai l'eccessiva frammentazione iniziative. Invece, dobbiamo puntare su alcune idee progettuali forti e intorno costruirci offerte, pacchetti. Nella nostra provincia, che sintetizza al meglio le bellezze di Toscana, dai monti al mare, dalle colline alle città d'arte, abbiamo proposte di alto livello: Puccini, la rete del verde, la via di Michelangelo dall'Alta Versilia a Forte dei Marmi, seguendo i percorsi battuti per traportare il marmo dalle Alpi Apuane al mare».  Chi dovrebbe realizzare questi progetti?  «La risposta ce l'hanno fornita proprio gli albergatori versiliesi. Si deve creare un tavolo permanente, un consorzio, un gruppo di lavoro o comunque si voglia chiamare che faccia operare fianco a fianco enti locali, dalla Provincia ai Comuni, imprenditori, Camera di commercio. Sono convinto che di fronte a un progetto forte, i privati siano disposti a investire. E potremmo coinvolgere anche la Regione. Non esiste norma che obblighi nessuno a muoversi in questa direzione, ma solo riorganizzandoci e cambiando modo di ragionare possiamo avere un futuro».

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