Il Tirreno

Lucca

Il più ricco è il farmacista

Alessandro Petrini
Il sindaco Favilla e a fianco il consiglio comunale
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Il sindaco Favilla e a fianco il consiglio comunale

Checchia (Pdl) ha il reddito più alto fra i consiglieri comunali

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LUCCA. È probablile che il reddito più alto del consiglio comunale sia quello del sindaco Mauro Favilla. È probabile perché, nonostante i solleciti degli uffici, non ha consegnato la dichiarazione dei redditi come gli impone la legge, ma nel 2007, al momento della sua elezione, aveva dichiarato entrate per circa 200mila euro l'anno.  Così, secondo i dati ufficiali pubblicati sul sito del Comune, e riferiti al 2009, è il consigliere del Pdl Massimo Checchia, proprietario di due farmacie, ad aver dichiarato l'imponibile più alto con 145.606 euro. Lo segue (distanziato di oltre 30mila euro) l'ex candidato sindaco del centrosinistra, Andrea Tagliasacchi (Pd) con 111.101 euro; poi con 106.711 euro c'è Giuliana Baudone (Forza Lucca-Fli), reduce dalla campagna elettorale per la presidenza della Provincia come rappresentante del Terzo Polo: nel 2009 sedeva in consiglio regionale tra le fila del Pdl con Maurizio Dinelli (Forza Lucca) che si attesta in quinta posizione con circa 89.300 euro di reddito.  Al quarto posto invece c'è il medico Paolo Bertolucci, subentrato in consiglio per l'Udc da cui poi è uscito per fondare il gruppo Libertas 2010. E anche in coda non ci sono grosse distinzioni visto che all'ultimo posto c'è il consigliere del Pdl Nicola Buchignani con 2.135 euro, preceduto da Luca Pighini (Pd) con 4.692 euro e da Marco Andreoni (Forza Lucca) con 8.161 euro.  L'elenco, comunque, rimane incompleto perché oltre al sindaco altri otto consiglieri non hanno reso trasparenti i propri redditi. Tra questi c'è l'ex sindaco Pietro Fazzi (Pdl), che ha detto di non aver avuto ancora tempo ma si è impegnato a rimediare nei prossimi giorni, così come l'ex capogruppo del Pdl Lido Fava (Pdl), l'ex presidente del consiglio comunale Marco Agnitti (Pdl) e Giorgio Mura (Pdl). Nella lista pubblicata dal Comune non compare nemmeno Dinelli, che erroneamente ha presentato la dichiarazione relativa a un altro anno ma si è impegnato a rimediare quanto prima. Comunque non ha avuto problemi ad anticipare il proprio imponibile, così come Luca Pighini (Pd). Dichiarazione via telefono anche per Giovanni Del Carlo (Pd), che non ha fornito il suo reddito 2009 anche se non era obbligato a consegnare alcuna documentazione perché è entrato in consiglio comunale solamente nel 2010, così come Antonio Trapani (Forza Lucca).  Fra qualche errore e qualche dimenticanza, comunque, per la prima volta Lucca, a 29 anni di distanza dall'entrata in vigore della legge sulla trasparenza patrimoniale ha recepito la normativa nazionale nel regolamento del consiglio comunale. «Finalmente si dà seguito a una disposizione di legge che doveva essere rispettata già a partire dal primo anno di mandato dell'amministrazione Favilla - dice il capogruppo di Sel, Antonio Sichi -. Però ci siamo rifatti: su iniziativa di Dinelli, sostenuto poi dall'opposizione, il consiglio comunale ha esteso l'obbligo di trasparenza agli assessori e ai membri delle società partecipate, nominati dal Comune». Dati che - assicura Palazzo Orsetti - saranno pubblicati nei prossimi mesi.

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