Il Tirreno

Lucca

I varchi telematici non si toccano

Lo shopping in via Fillungo (Vip)
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Lo shopping in via Fillungo (Vip)

Saranno ampliati i parcheggi per chi vuole entrare in centro storico

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 LUCCA. «La linea dell'amministrazione e dell'assessorato al commercio è di mantenere i varchi telematici e allo stesso tempo ampliare i parcheggi per chi vuole entrare nel centro senza diminuire quelli già destinati ai residenti. Le attività commerciali, così come le iniziative culturali, sono importanti per il centro: lo mantengono vivo e ne incrementano il turismo e il prestigio».  Parla chiaro Elio Cappellini, assessore al commercio. Scrive una lettera aperta a cittadini e negozianti dopo l'iniziativa del comitato "Vivere il centro storico" che quale forma di protesta a difesa del sistema di controllo telematico della Ztl invita la gente a boicottare oggi gli acquisti dentro le Mura. «La protesta parrebbe incentrata anche sulla scelta di valutare forme di parcheggio che garantiscano gli utenti delle attività commerciali, e quindi gli stessi cittadini, magari non residenti nella zona di stretto interesse».  Cappellini ritiene che l'attrattività turistica di Lucca e le offerte che gli operatori economici sono in grado di fornire non costituiscano patrimonio solo dei "forestieri": «Se la città vive, pulsa, è animata e se le offerte sono all'altezza della sua bellezza, se ne giovano tutti e in primo luogo i cittadini. Non penso sia in discussione l'opportunità o meno dei varchi telematici, installati e operativi. In epoca non sospetta, ebbi a definirli meri strumenti tecnologici a supporto di scelte che il governo locale ha già fatto. È al momento delle scelte, dunque, che si pianifica la fruibilità del territorio, nel doveroso contemperamento tra le esigenze dell'imprenditoria - che è però anche interesse pubblico ad un'offerta sempre migliore, adeguata e accessibile - con quelli dei residenti. Non credo si debba ora creare un fronte contrapposto per rimettere in discussione scelte pregresse o condizionare scelte future, come se esistessero due città e due cittadini, i "residenti nel centro", da un lato, e i "clienti del centro" dall'altro, nei quali rientrano peraltro molti cittadini residenti in altre zona (io e la mia famiglia siamo tra quelli) e altrettanti turisti. Lucca è e deve essere di tutti i cittadini, splendida, fruibile, aperta all'esterno come i numerosi eventi che accoglie hanno dimostrato da tempo. Sacrosanto dunque tutelare il diritto ad una mobilità funzionale all'accesso alla propria abitazione, altrettanto però garantire l'accessibilità agli esercizi commerciali. Credo sia giusto smettere di pensare agli stessi turisti come soggetti che rovinano la città: se il turismo è fiorente, se la gente si muove, cammina, apprezza il capolavoro nel quale abbiamo il privilegio di vivere, tutta la città ne trae giovamento. Credo sia giusto smussare i toni della discussione evitando contrapposizioni fuori luogo. Non confondiamo segnalazioni di anomalie, malfunzionamenti, possibili errori umani o tecnologici con l'attacco generalizzato al sistema di sorveglianza elettronica, che non è in discussione. Prendiamo atto che esiste una legittima aspettativa al buon vivere da parte dei residenti ma un'altrettanto legittima aspettativa a consentire l'accessibilità alle proprie attività produttive e di servizio che nello stesso luogo privilegiato hanno la loro sede di lavoro. Riconoscendo loro l'innegabile merito di contribuire a migliorare la capacità di accoglienza della città. Va considerato è il danno che si va a creare non solo alle attività commerciali che offrono un servizio ai cittadini, residenti nel centro storico e non, ma alla città stessa, il cui centro storico rischia di diventare un miraggio e un luogo quasi inaccessibile, riservato solo a pochi eletti. Se il centro storico viene reso meno accessibile di quanto non lo sia, i danni per la città sarebbero enormi, sia dal lato economico che da quello culturale».

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