La manifestazione
I soci di Se.Ver.A approvano il piano industriale, previsto un investimento di 3,3 milioni
L'inceneritore torna in funzione
Luca Dini
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Il trituratore dei rifiuti che si trova accanto allinceneritore e i cassonetti per la raccolta differenziata Castelnuovo, Vergemoli e Castiglione contrari, no anche da tante associazioni
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CASTELNUOVO. Si riparte. L'inceneritore di Castelnuovo tornerà presto in funzione. Lo ha deciso una infuocata assemblea dei soci di Se.Ver.A. spa nel nuovo piano industriale che prevede un investimento di 3,3 milioni di euro sul forno del vecchio inceneritore di Castelnuovo per tentarne la riattivazione a 15 mesi di distanza dal blocco dell'attività per inadeguatezza tecnico-funzionale. Voti contrari dai comuni di Castelnuovo e Vergemoli più due astensioni (Sillano ed un socio privato), mentre Castiglione ha espresso dissenso abbandonando l'assemblea appena prima della votazione. Le associazioni del settore turistico, agricolo, tutela ambiente, cultura e quant'altro hanno reso noto ai sindaci ed agli altri componenti dell'assemblea il loro dissenso, tramite un comunicato portato in sede di assemblea in Se.Ver.A.spa dal comune di Castelnuovo. Uno sforzo vano. Così il piano è stato approvato nonostante il mancato apporto di un socio importante come Castelnuovo. Ad esprimere il proprio dissenso è il consigliere comunale Eugenio Casanovi che si è fatto portavoce del malumore delle associazioni di categoria e ha affiancato l'assessore Elena Picchetti nel lavoro svolto su Se.Ver.A. «Si investe il 92% delle risorse sull'inceneritore e solo l'8% sulle raccolte differenziate - spiega Casanovi - la cosa più grave è comunque il rischio a cui si espone il nome "Garfagnana" e il danno alle attività economiche turistiche/agricole/ambientali già presenti e attive sul territorio. Va da se che i nuovi investimenti nei settori suddetti saranno drasticamente scoraggiati». Davvero molte le associazioni che hanno sottoscritto il documento: dall'associazione per il turismo in Garfagnana e Media Valle all'associazione rifugi Alpi Apuane e Appennini, Associazione Piccola Agricola, Albergatori Garfagnana, Castanicoltori Garfagnana, Produttori Farro Igp, Coldiretti Garfagnana, Terranostra, Confcommercio, Associazione Compriamo a Castelnuovo, Confesercenti, Cia Lucca, Turismo Verde, Gas Castelnuovo, Oasi Lipu Campocatino, Le Terre del Moro, Progetto Donna e Cai. «Un fermo no al progetto di ristrutturazione/ampliamento del vecchio impianto per l'incenerimento dei rifiuti di Castelnuovo - prosegue Casanovi illustrando il documento - un progetto diametralmente opposto alla politica di sviluppo rurale portata avanti con decisione negli ultimi venti anni con ingenti investimenti sia da parte di privati sia da parte degli enti pubblici. Qualche cifra è sufficiente per dimostrate che tutti abbiamo voluto investire, convintamente, al fine di valorizzare e fare fruttare, in maniera sostenibile, il nostro grande patrimonio ambientale e paesaggistico: oltre 10 milioni di euro della Comunità Montana Garfagnana, oltre 26 milioni di euro nei tre progetti Leader, 6 milioni di euro nel patto territoriale per l'agricoltura montana, senza contare poi progetti specifici per biologico, salvaguardia biodiversità e altro. L'obiettivo comune è quello di rilanciare pienamente il nome, le produzioni, le attività turistiche e commenciali, nonchè la qualità della vita nella nostra valle attraverso l'istituzione di "Garfagnana - Distretto Rurale di Qualità" e la qualità deve essere totale gestione dei rifiuti compresa».
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