Il dolore
LA REPLICA DI BINI
«Il regolamento del commercio non si tocca»
Alessandro Petrini
1 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Se gli esercizi di vicinato premono per allargare le maglie del regolamento per il commercio, ai ristoratori questo regolamento va benissimo così com'è. Lo dice chiaramente Mario Bini, responsabile di categoria della Confcommercio, che ricorda come l'attuale normativa sia stata approvata dal consiglio comunale per combattere la concorrenza selvaggia proprio dei negozi di vicinato lanciati nella somministrazione di alimenti. «Quella dei negozi è una concorrenza sleale in piena regola nei confronti di chi ha una licenza di pubblico esercizio e deve attenersi a norme molto più rigide - spiega Bini -: il regolamento approvato nel 2008 va bene così com'è e comunque a Lucca ci sono ancora negozi di vicinato che si comportano come piccoli ristoranti in barba alle regole approvate». Per Bini, dunque, gli esercizi di vicinato devono continuare, come hanno sempre fatto, a «preparare panini e vendre bottigliette d'acqua o altre bibite che i clienti possono portarsi via. A fare la differenza è la presenza dei tavoli o di sedie, poltrone o panche per consumare sul posto questi prodotti. E non fa alcuna differenza se c'è o meno il servizio al tavolo. Il rischio è quello di tornare a una situazione di concorrenza selvaggia come quella che c'era prima dell'entrata in vigore del regolamento sul commercio con negozi che operano come esercizi pubblici senza avere alcuna licenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google