Sicurezza
Mensa, conguagli entro pochi giorni
Nadia Davini
Sulle tariffe nessun accordo tra famiglie e Comune dopo l'incontro in prefettura
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Dovrebbero arrivare entro la fine della scuola i conguagli sulle tariffe della mensa scolastica. Questo avrebbe annunciato l'assessore alla pubblica istruzione, Donatella Buonriposi, alla riunione con le famiglie in prefettura. Ma gli uffici comunali dubitano di essere in grado di mandare il conto aggiornato a migliaia di famiglie entro venerdì o sabato al più tardi, visto che con la settimana terminano le lezioni.
In qualche modo, però, il problema deve essere risolto. Soprattutto dopo che la riunione di ieri è finita senza alcun accordo, dopo scambi di opinioni piuttosto accesi tra famiglie e amministrazione comunale. Il prefetto avrebbe dichiarato chiuso il confronto proprio per l'impossibilità di trovare un terreno di dialogo. Che cosa succederà nelle prossime ore non è facile da intuire. Certo è che il Comune dalla mensa deve incassare quanto previsto in bilancio. E che la giunta vuole che le tariffe siano applicate in base alle fasce di reddito.
Meno certa è la strada da seguire per riscuotere il conguaglio. Intanto, le famiglie vogliono capire come farà il Comune a fare i conti in tempi così stretti; poi vorrebbero capire da quali fasce di reddito o da quali scuole partiranno. C'è da verificare se i conguagli verranno comunicati tutti insieme o se ad alcuni arriveranno prima. Non solo. Fra le questioni in sospeso c'è anche quella della possibile rateizzazione dell'importo da versare al Comune, a copertura del costo del servizio. Ci sono famiglie per le quali il conguaglio sulla mensa può costare anche 200 o 300 euro, una cifra non disponibile subito per intero.
Perciò sarebbe necessaria una rateizzazione alla quale un paio di mesi fa il Comune si era anche detto disponibile. Ma oggi? Dalla riunione in prefettura le famiglie e i comitati di genitori sono usciti senza risposte certe. Anche sugli strumenti che l'amministrazione potrebbe utilizzare per il recupero dei crediti da parte di chi non pagasse il conguaglio. Nel caso in cui una famiglia continuasse ad avere figli che mangiano a scuola, il problema potrebbe essere di facile soluzione: niente mensa a chi ha insoluti, almeno fino a quando non ha saldato il debito nei confronti del Comune.
Ma che cosa succede per quelle famiglie che non hanno più figli alle elementari e non utilizzano più la refezione? Da settembre, fra l'altro, le prime medie non avranno più il tempo pieno (a causa di ulteriori tagli del Governo ai fondi per l'istruzione) e quindi anche la minaccia di sospendere il servizio non avrebbe alcuna efficacia. L'assessore all'istruzione assicura di avere già pronta una proposta comunicata al sindaco ma, di più, al momento non si sbilancia.
In qualche modo, però, il problema deve essere risolto. Soprattutto dopo che la riunione di ieri è finita senza alcun accordo, dopo scambi di opinioni piuttosto accesi tra famiglie e amministrazione comunale. Il prefetto avrebbe dichiarato chiuso il confronto proprio per l'impossibilità di trovare un terreno di dialogo. Che cosa succederà nelle prossime ore non è facile da intuire. Certo è che il Comune dalla mensa deve incassare quanto previsto in bilancio. E che la giunta vuole che le tariffe siano applicate in base alle fasce di reddito.
Meno certa è la strada da seguire per riscuotere il conguaglio. Intanto, le famiglie vogliono capire come farà il Comune a fare i conti in tempi così stretti; poi vorrebbero capire da quali fasce di reddito o da quali scuole partiranno. C'è da verificare se i conguagli verranno comunicati tutti insieme o se ad alcuni arriveranno prima. Non solo. Fra le questioni in sospeso c'è anche quella della possibile rateizzazione dell'importo da versare al Comune, a copertura del costo del servizio. Ci sono famiglie per le quali il conguaglio sulla mensa può costare anche 200 o 300 euro, una cifra non disponibile subito per intero.
Perciò sarebbe necessaria una rateizzazione alla quale un paio di mesi fa il Comune si era anche detto disponibile. Ma oggi? Dalla riunione in prefettura le famiglie e i comitati di genitori sono usciti senza risposte certe. Anche sugli strumenti che l'amministrazione potrebbe utilizzare per il recupero dei crediti da parte di chi non pagasse il conguaglio. Nel caso in cui una famiglia continuasse ad avere figli che mangiano a scuola, il problema potrebbe essere di facile soluzione: niente mensa a chi ha insoluti, almeno fino a quando non ha saldato il debito nei confronti del Comune.
Ma che cosa succede per quelle famiglie che non hanno più figli alle elementari e non utilizzano più la refezione? Da settembre, fra l'altro, le prime medie non avranno più il tempo pieno (a causa di ulteriori tagli del Governo ai fondi per l'istruzione) e quindi anche la minaccia di sospendere il servizio non avrebbe alcuna efficacia. L'assessore all'istruzione assicura di avere già pronta una proposta comunicata al sindaco ma, di più, al momento non si sbilancia.
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