Il Tirreno

Lucca

L'Oltreserchio resta senza fognature

Marco Innocenti
L'Oltreserchio resta senza fognature

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Anche questo mandato amministrativo finirà senza che l'Oltreserchio sia stato allacciato alla fognatura, nonostante i finanziamenti arrivati dal ministero e i molti soldi già spesi per la posa di tubature che, al momento, non si possono far arrivare ad alcun impianto di depurazione?

È uno degli interrogativi che pongono in consiglio comunale l'area di centro (Udc, Lucca insieme, Il centro) e il gruppo di Forza Lucca. La realizzazione della nuova rete fognaria è anche una delle priorità poste dal sindaco Mauro Favilla fin dalla campagna elettorale, ma passi avanti concreti non se ne vedono, nonostante sia stata inserita ai primi punti del programma di governo e sia stata richiamata nell'accordo dell'ottobre 2010 che ha reso possibile il rimpasto di giunta e la prosecuzione del mandato.

A rallentare i tempi sono le soprattutto le diverse posizioni che esistono, soprattutto nella maggioranza. Fino a quando è stato assessore all'ambiente, Giovanni Pierami, c'è stato di fatto un veto all'ipotesi di allacciare anche la rete dell'Oltreserchio al depuratore di Pontetetto. Pierami, ricordando che l'accordo globale doveva alla fine portare le fognature al depuratore di S. Jacopo che Pisa doveva ampliare, ha sempre puntato sul trattamento dei liquami a valle delle frazioni dell'Oltreserchio, sempre sulla riva destra, attraverso il ricorso al sistema del fitodepuratore.

Il guaio è che tardano le autorizzazioni per l'impianto, che si dovrebbe realizzare nella zona delle Cateratte a Nozzano, perché possa fungere da depuratore per i 5-6 anni che dovrebbero essere necessari per l'ampliamento della struttura di S. Iacopo (peraltro contestata). Al di là delle prese di posizione di residenti e comitati che si oppongono al fitodepuratore, pesano altre situazioni.

Nella zona si trovano anche i pozzi da cui si emunge l'acqua che va a Pisa e Livorno e il rischio di inquinamento della falda non viene affatto scartato. Da più parti si è fatto presente il rischio che nel fitodepuratore possano finire sostanze inquinanti, che creerebbero una sorta di bomba ecologica con pericoli per la falda proprio nell'area dei pozzi. Un invito a valutare bene la questione, sotto questo aspetto, è giunto anche dal segretario dell'Autorità di Bacino del Serchio, Raffaello Nardi.

Per evitare che risultino alla fine gettate al vento le centinaia di migliaia di euro spese per la posa delle tubature in varie parti dell'Oltreserchio - inutili, se non arrivano al sistema di smaltimento - ci sono stati nei giorni scorsi anche incontri tra l'amministrazione comunale e la Regione. Della questione si occupa ora l'assessore Benedetto Stefani, che ha ricevuto la delega prima assegnata a Pierami.

Il quadro potrebbe cambiare e portare ad un nuovo accordo, stavolta operativo, che comprenderebbe anche il via al tubone che dovrebbe portare dal Serchio l'acqua nella Piana e far cessare i problemi causati dalla subsidenza. Tra i consiglieri comunali che seguono più da vicino la situazione c'è Maurizio Dinelli, che vive nell'Oltreserchio: «Risulta che il depuratore di Pontetetto abbia una capienza residua per trattare i liquami di altri 20mila abitanti equivalenti. A Monte S. Quirico già sono state realizzate le condutture per collegare le due rive del Serchio.

Si tratta ora di fare altrettanto a Ponte S. Pietro, in modo da poter collegare la rete già stesa, ma inutilizzata sotto terra, alle tubature esistenti sulla riva sinistra e collegate con Pontetetto. Sulla parte che dal Serchio guarda la città, la Geal continua ad allacciare le famiglie alla rete, sulla riva destra tutto è fermo perché non si sa dove portare la fognatura».

Dinelli si augura che il sindaco proponga al più presto la nuova scelta in consiglio comunale: «Spero che la maggioranza almeno su questo punto trovi compattezza - sostiene -, ma importante sarà vedere anche come si schiera l'opposizione, che pure si candida alla guida della città. Saprà prendere una scelta di governo del territorio?».

Nella seduta dedicata alla rete fognaria dell'Oltreserchio dovrebbe essere vagliata anche la nuova proposta per il tubone: Lucca darebbe alla Piana non più 500metri cubi di acqua al secondo, ma 250.E comunque sarebbe il Comune del capolguogo a gestire il "rubinetto", con l'autorizzazione a chiuderlo se la siccità creasse problemi per la falda. Sembra l'ultima opportunità di trovare un'intesa complessiva che eviti il rischio di perdere i finanziamenti.

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