Il Tirreno

Lucca

È emigrato per trovare il successo

Rossella Lucchesi
Il musicista Jonathan Brandani
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Il musicista Jonathan Brandani

Il musicista Jonathan Brandani vive a Vienna: «Qui si fa cultura»

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 LUCCA. Da Lucca a Vienna per dirigere per la prima volta le "Nozze di Figaro". L'astro nascente del panorama musicale è il lucchese Jonathan Brandani, classe 1983 che il 28 marzo è salito sul podio del teatro del castello di Schonbrunn dove ha diretto la Webern Symphonie Orchester. Gli applausi scroscianti sono stati la conferma delle doti del giovane musicista, lanciato ormai verso un successo planetario. La sua carriera inizia molto presto.  Studente al liceo scientifico Vallisneri, Brandani ha intrapreso e compiuto gli studi di pianoforte con Simone Soldati, diplomandosi nel 2005 con il massimo dei voti e la lode all'istituto Mascagni di Livorno. Nello stesso anno si aggiudica il primo e secondo premio a due importanti concorsi nazionali. Segue un biennio di perfezionamento con Andrea Lucchesini e Enrico Stellini all'Accademia di Musica di Pinerolo e ulteriori corsi con i maestri Karl Heinz e Pietro De Maria. Appassionato di musica antica si cimenta nello studio del clavicembalo e frequenta alcune masterclasses dedicate all'interpretazione della musica del passato, aggiudicandosi la prima posizione al concorso nazionale TerzoMusica 2010. La sua attitudine per questa musica di nicchia gli apre le porte della Nuova Cappella di Palazzo, un ensemble di strumenti antichi di cui diventa direttore, dedicandosi alla riscoperta di compositori del periodo barocco raramente eseguiti. A completare l'opera non può mancare l'organo che Brandani approfondisce con insegnanti del calibro di Fausto Caporali e Stefano Rattini.  Incontriamo Jonathan Brandani nella sua Lucca in cui trascorre alcuni giorni di vacanza prima di rientrare a Vienna dove vive dal 2007 per studiare direzione d'orchestra (il suo obiettivo) con il maestro Mark Stringer.  Perché la scelta di Vienna?  «È la culla della musica europea, con una grande tradizione che, a differenza delle città italiane, offre opportunità ai giovani come me: sono riuscito ad inserirmi nell'ambiente universitario che qui produce molte opere liriche. Come le "Nozze di Figaro" di cui ho seguito l'allestimento sin dalle fasi iniziali. Una grossa opportunità che non tocca a molti giovani talenti italiani schiacciati, dice, da un sistema che spesso tarpa le ali a tanti validi musicisti. In Austria e nei paesi europei dove la cultura occupa posizioni di rilievo, lo stato ogni anno incentiva gli investimenti. L'esatto contrario dell'Italia dove tutto il settore è ormai vergognosamente colpito da tagli sempre più profondi, con i teatri (anche i più prestigiosi) costretti a ridurre notevolmente l'offerta. Con cartelloni sempre più risicati e lunghi periodi vuoti».  Cosa fare per avvicinare i giovani alla musica?  «A Vienna ogni sera è possibile assistere a un concerto o un'opera a costi accessibili anche per gli studenti che con 3-5 euro possono accedere ai teatri. Un'arma vincente per raggiungere l'obiettivo, mentre da noi i costi sono spesso proibitivi. È fondamentale che sin dai primi anni di vita i giovani acquisiscano un'educazione musicale che consenta di creare le basi per i futuri talenti e comunque la passione per tutti. In Italia non è così e questa è una nota di demerito per un Paese che possiede oltre il 70% del patrimonio della cultura musicale, ma non è in grado di gestirlo adeguatamente. Problematiche che si riscontrano anche nella nostra città».  Cosa manca a Lucca per fare il salto di qualità?  «Forse la volontà e la capacità di creare qualcosa che la contraddistingua con eventi di livello internazionale. Le potenzialità ci sarebbero, sostenute in primis da Puccini per il quale non si fa mai abbastanza, essendo molto più celebrato altrove che nella sua città. Tenendo conto anche di altri musicisti come Boccherini, Catalani, Luporini e Geminiani, spesso dimenticati dai posteri. Nonostante alcuni segnali positivi c'è ancora molto da fare per portare la città ai livelli che merita».  Brandani aspira a contribuire al suo rilancio. Magari con un importante progetto teatrale che porti a Lucca il pubblico delle grandi occasioni. In attesa della laurea specialistica in musicologia all'università di Padova, il musicista ha in cantiere numerosi progetti tra i quali la direzione del "Flauto Magico" di Mozart, in programma a Vienna nel gennaio 2012. Sostenuto dall'amore della sua Ilaria che ha sposato un anno fa. E con il sogno di lavorare con Claudio Abbado.

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