La manifestazione
«Giornalisti, schiena dritta»
Paola Taddeucci
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Bruno Manfellotto premiato da Andrea Marcucci sul palco Manfellotto ricorda gli insegnamenti di Arrigo Benedetti
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LUCCA. Greta ha immaginato un'intervista impossibile a Pascoli e D'Annunzio. Serena, invece, si è inventata una cronaca da Fukushima per raccontare il disastro nella centrale nucleare giapponese dopo lo tsunami. Con questi articoli le due studentesse - la prima del liceo socio pedagogico di Barga, la seconda dell'Itcg Campedelli di Castelnuovo - hanno vinto la sezione del premio Arrigo Benedetti dedicata alla scuole. Quanta emozione per loro - e per gli altri 11 studenti delle scuole superiori della provincia che hanno preso parte al concorso - trovarsi sul palco del teatro Differenti, durante la cerimonia di premiazione, a ricevere i riconoscimenti insieme a giornalisti acclamati e famosi. I premi più importanti, infatti, sono andati a Bruno Manfellotto, direttore dell'Espresso, al timone del Tirreno per diversi anni, e a Marco Pratellesi, alla guida del settore digitale di Condè Nast. Altri attestati, poi, per Barga News di Keane e lo Schermo.it diretto da Stefano Giuntini. L'iniziativa, alla prima edizione, è stata organizzata dal Comune di Barga e dalla Provincia per valorizzare, in primo luogo, le testate e i servizi giornalistici pubblicati sul web che abbiano saputo raccontare l'Italia contemporanea in modo libero, indipendente e veritiero. Cioè come l'avrebbe raccontata Arrigo Benedetti, maestro di giornalismo, fondatore e direttore dell'Europeo e dell'Espresso. La finalità del premio è così importante e significativa da aver ricevuto l'adesione del Presidente della Repubblica, che, attraverso il prefetto Alessio Giuffrida, ha inviato una lettera di auguri e una medaglia d'oro a Mauro Campani, sindaco di Barga, e a Stefano Baccelli, presidente della Provincia. Proprio Campani ha annunciato, nel corso della cerimonia al Differenti, che la seconda edizione del premio Benedetti, l'anno prossimo, sarà ancora più ricca. Oltre ai concorsi, verranno infatti organizzati brevi corsi di giornalismo, di cui i primi docenti saranno sia Manfellotto che Pratellesi. E il direttore dell'Espresso ha assicurato che, dopo i corsi, accoglierà gli studenti più meritevoli nella sede del settimanale dove potranno svolgere stages di alcuni mesi. L'idea del premio intitolato a Benedetti è nata lo scorso anno, in occasione del centenario della nascita del grande giornalista lucchese, che fu celebrato con diversi appuntamenti in Provincia. «Ma la collaborazione del Comune di Barga con la famiglia Benedetti - ha spiegato il sindaco - era già iniziata nel 2006. In seguito a un convegno che ricordava Benedetti nel 30º della scomparsa, i familiari donarono al Comune 1400 volumi appartenuti ad Arrigo, molti dei quali con dediche autografe dei più importanti autori italiani e che oggi fanno parte della nostra biblioteca. E' stata la molla che ci ha spinto, insieme con la Provincia, a continuare a promuovere la figura e l'attività di un professionista che ha cambiato la storia del giornalismo in Italia». Ed è su questi aspetti che si è incentrato l'intervento di Manfellotto. «Tutta la mia vita professionale - ha esordito - è stata accompagnata da Arrigo Benedetti. Non c'è un giorno che non ricordi i suoi insegnamenti, i suoi precetti». Il direttore dell'Espresso ha raccontato tanti momenti e situazioni, ribadendo il suo profondo legame con il fondatore del settimanale, e ha ricordato il suo famoso decalogo, in particolare l'invito che lo concludeva: «Con preghiera di fare più giornalismo e meno ideologia».
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