Il dolore
Capogruppo del Pdl consiglieri riuniti per la decisione
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Pietro Fazzi3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Dovrebbe essere convocata per martedì sera la riunione del gruppo del Pdl che dovrà eleggere il nuovo capogruppo al posto di Lido Fava, il quale ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili. A pensare alla convocazione dell'organo deputato a procedere alla votazione e alla nomina è il vicecapogruppo Pietro Fazzi, il quale peraltro conferma di non aver alcuna intenzione di presentare la sua candidatura. L'ipotesi che circola in queste ore è che si possa trovare un accordo per eleggere un consigliere considerato vicino al sindaco Mauro Favilla, che potrebbe passare anche grazie 1ll'astensione dei consiglieri, parecchi tra gli 11 del gruppo, che invece hanno cercato finora di convincere Fazzi ad accettare la carica, senza peraltro centrare l'obiettivo. L'ex sindaco, che nelle ultime settimane non ha perduto occasione per rimarcare posizioni del tutto personali (come l'invito ad andare al voto per i referendum), viene peraltro indicato in un momento di riflessione. Chi gli è vicino parla di possibili dimissioni di Fazzi dal consiglio comunale e dell'abbandono di ogni tentazione di riproporre la sua candidatura a sindaco. A scuotere ulteriormente il già precario equilibrio nel Pdl c'è poi la decisione di Marco Agnitti e Lucca Leone di dimettersi da coordinatori comunali del Pdl, dove al momento restano Letizia Bandoni, Vincenzo Placido e Franco Fabbri. Fazzi prende atto «ma - dice - non vedo fatti nuovi. Dopo che Agnitti si è reso disponibile per fermare me, mi sono ritirato. Non sarò io il capogruppo, saranno i consiglieri a sceglierlo democraticamente». In una nota indirizzata ai coordinatori regionali Massimo Parisi e Riccardo Migliori, ai coordinatori provinciali Franco Ravenni e Vanda Cervelli, e agli altri componenti dell'esecutivo comunale, Agnitti e Leone spiegano intanto: «In questa fase di difficoltà del Pdl, nazionale e anche locale, riteniamo sia necessario dare dei segnali di cambiamento. Abbiamo atteso anche l'esito del coordinamento provinciale di mercoledì sera per rimettere nelle mani dei coordinatori regionali il nostro incarico, assunto assieme ad altri con spirito di servizio in un momento di difficoltà del partito. A livello nazionale si è scelto di dare un segnale di chiaro rinnovamento e cambiamento. Condividiamo questa scelta e riteniamo che dopo la sonora sconfitta alle amministrative fosse necessario dare segnali di movimento. Crediamo in un partito aperto ed inclusivo, al definitivo superamento delle quote 70-30 tra le componenti ex Fi e ex An, ad un partito nel quale ci si confronti sulle idee e si selezioni la classe dirigente attraverso percorsi democratici quali i congressi aperti e partecipati, così come le primarie, soprattutto di coalizione, per scegliere le donne e gli uomini da proporre ai vari livelli istituzionali e di governo». Agnitti e Leone vogliono dare l'esempio. «Il nostro - chiariscono - non è un disimpegno; quando in autunno, come auspichiamo, si faranno i congressi saremo ben lieti di portare il nostro contributo in termini di idee e di proposte. Ora però riteniamo utile che anche a livello locale si risponda alla richiesta di cambiamento e rinnovamento che ci arriva dalla gente e si mettano in movimento quelle situazioni cristallizzate che evidentemente non aiutano il partito a tornare "grande"». Nel caso davvero Pietro Fazzi decidesse di rimanere fuori dai giochi, quella di Leone (già vicesindaco di Fazzi) resta peraltro la candidatura di maggior spessore da opporre a quella di Mauro Favilla come candidato sindaco nelle elezioni comunali del 2012. Sempre che Favilla confermi la volontà di ricandidarsi. Infine Bandoni, Fabbri e Placido: non mollano. Informano anzi che hanno deciso di aprire una fase precongressuale attraverso incontri sul territorio sulle cause della sconfitta, che saranno al centro del congresso, in autunno. I tre contestano chi in questa fase lascia: «Non fa un buon servizio, lascerebbe il passo ad altri nominati».
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