Il Tirreno

Lucca

S. Croce, no ai tagli di personale

Luca Dini
L’ospedale Santa Croce
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L’ospedale Santa Croce

La Cgil: «Chiarezza sulla riorganizzazione di medicina e cardiologia»

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 CASTELNUOVO. Sì al nuovo ospedale unico ma nel frattempo i livelli di assistenza nella Valle del Serchio devono essere mantenuti. Lo afferma Michele Massari, segretario di zona Cgil, che chiede di approfondire il confronto fermando l'attuale progetto di riorganizzazione del Santa Croce di Castelnuovo. Ma il sindacalista dice la sua anche sull'ospedale unico: «Nel 1996 proponemmo questa soluzione senza successo - ricorda Massari - oggi sappiamo che da quella scelta non hanno tratto profitto i cittadini che hanno visto accrescere unicamente la "mobilità" tra un plesso e l'altro. Soldi spesi tanti, risultati come si vede, non esaltanti. Se si va seriamente verso l'ipotesi dell'ospedale unico, noi siamo d'accordo. Ma vogliamo naturalmente vedere un progetto vero e approvato, sapere quali e quante risorse si intende investire e soprattutto cosa ci sarà dentro il nuovo ospedale».  Nel frattempo, però - secondo Massati - non si può far finta di ignorare che i livelli sanitari attuali, vengono messi in discussione continuamente.  «Ci riferiamo - spiega il sindacalista - all'iniziativa di riorganizzazione di cardiologia e medicina nel presidio di Castelnuovo. Progetto che comporta una riduzione di personale nello stabilimento castelnovese senza dare risposte corrette a Barga, dove il personale dovrebbe essere assunto, visto che il bisogno è effettivo e improrogabile. La cosiddetta redistribuzione di personale nella Asl è solo un palliativo per evitare di chiamare le cose col loro nome».  Massari punta il dito contro carenza di operatori e difficoltà per gli specialisti dei vari settori: «La suddetta riorganizzazione, ci risulta abbia sollevato non pochi dubbi nella maggior parte degli addetti ai lavori, che vogliamo brevemente riassumere: carenza di operatori sanitari con perdita di posti di lavoro, piani di lavoro insufficienti rispetto alle esigenze dell'utenza, spazi ristretti ed inadeguati, mancanza di risposte coerenti in materia di formazione e mancanza di risposte in termini di diritti contrattuali dei lavoratori quali ferie, permessi, corsi di aggiornamento e altro. Ciò che non ci è dato di sapere è invece la logica della manovra e soprattutto quale situazione si prospetta alla fine dell'operazione - prosegue Massari - non vorremmo in sostanza trovarci a fare i conti con una situazione compromessa e senza sbocchi, come spesso è avvenuto. Crediamo che se davvero si vuole ragionare di realizzazione dell'ospedale unico, non sia compatibile impoverire ulteriormente il potenziale della valle. Il futuro, va costruito senza proseguire nel depauperamento e nel taglio dei servizi. Chiediamo pertanto alla Asl 2 di approfondire il confronto con le organizzazioni sindacali e le maestranze sulla base delle proposte già avanzate dagli operatori, fermando l'iter già avviato».

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