Finanza
Non ci saranno licenziamenti
Arianna Bottari
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Lo scalo di Tassignano Scalo di Tassignano, l'Alt lavora al bilancio
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CAPANNORI. È pronto il bando per privatizzare il 35 per cento della Alt, società di gestione dell'Aeroporto di Capannori, ma prima bisogna approvare il bilancio. Pronto anche il bando per dare in gestione il bar, che negli anni scorsi è arrivato a perdere fino a 20mila euro. Intanto vanno avanti i contatti con università italiane ed estere per portare a Tassignano progetti di ricerca nell'ambito delle energie alternative e dell'aviazione leggera. Buone notizie sul fronte occupazionale: nessun licenziamento all'orizzonte, così come promesso. La nuova gestione della Alt, detenuta ora al 90% dal Comune, continua a lavorare per sistemare il sistemabile e trovare un partner privato in grado di dare un aiuto, soprattutto economico. Il neo amministratore delegato, Eugenio Baronti è fiducioso: «La situazione non è facile, ma abbiamo lavorato molto e continueremo a farlo. Entro giugno approveremo il bilancio, mentre i progetti con le università di Pisa e Firenze sono pronti a partire». Il bilancio è uno scoglio notevole. Il vecchio Cda non lo ha approvato, visto anche il buco di dimensioni notevoli (si parla di oltre un milione di euro) e ora tocca al nuovo consiglio di amministrazione farlo. Ma solo dopo accurate verifiche delle situazioni più a rischio. Prima di tutto il contenzioso per la nuova palazzina, costruita sotto la gestione russa della Alt, ma di fatto non utilizzabile (e ancora da rifinire): l'impresa edile l'ha reclamata per non aver ricevuto il pagamento relativo alla sua realizzazione. Secondo, mancano i necessari collaudi, quello dell'Enac e del Comune di Capannori, conseguente a quello Enac. «Stiamo cercando di capire come risolvere la situazione - spiega Baronti - anche perché quegli spazi ci sono indispensabili. L'aeroporto deve divenire il contenitore dei progetti di ricerca, ma al momento è proprio il contenitore a mancare, visto che non abbiamo spazi a disposizione. Ecco perché i progetti con le università sono pronti a partire, ma di fatto non possiamo dare il via libera». Poi c'è la paura di eventuali debiti fuori bilancio, che metterebbero in ginocchio la società. «Abbiamo ancora un po' di tempo a disposizione. Studieremo tutta la documentazione, ma non è sempre facile - commenta l'amministratore delegato -. Vogliamo assicurare una gestione trasparente. Pronta anche la delibera per cedere il 35% ad un socio privato. Al Comune resterebbe il 55%, il 10% a Provincia e Camera di Commercio. Ma non possiamo procedere fino a che il bilancio non sarà approvato».
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