Il Tirreno

Lucca

La mamma della piccola Elena, rapita nel 1983, si è spenta nella sua casa

L'addio a Isabella Citti Luisi

Isabella Citti Luisi
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Isabella Citti Luisi

Stamani alle 10 i funerali nella chiesa di Lugliano

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 LUGLIANO. Sono in programma alle 10, nella chiesa di Lugliano, i funerali di Isabella Citti Luisi, la mamma di Elena, la bambina che a 17 mesi di età fu rapita da una banda che il 16 ottobre 1983 la narcotizzò e la portò in Sicilia.  La piccola fu liberata con un blitz della polizia il 25 novembre. Una vicenda che tenne con il fiato sospeso tutta l'Italia.  Furono giorni di ansia e di disperazione, fino alla bella immagine della famiglia Luisi che si affacciò alla finestra di casa tenendo in braccio la bambina. Per Isabella fu la fine di un incubo.  La donna è morta improvvisamente l'altra notte nella sua casa di Tombeto. Era sola ed era andata a dormire. La figlia più piccola, Veronica, era uscita per raggiungere un gruppo di amici a Viareggio, tranquillizzando la madre: «Appena arrivo ti chiamo, non ti preoccupare».  Ma la telefonata non aveva avuto risposta e Veronica, 24 anni, a quel punto aveva chiamato il padre Rino, titolare di un'impresa di viaggi turistici, che stava effettuando la pulizia di un veicolo a Vinchiana. Veronica aveva avvertito anche la sorella Elena, oggi 28enne, sposata, che abita a Borgo a Mozzano.  I familiari hanno raggiunto l'abitazione e hanno trovato Isabella priva di vita nel letto. La telefonata al 118 e l'immediato arrivo di un medico con l'ambulanza della Misericordia di Borgo a Mozzano sono state vane: è stato solo riscontrato il decesso della donna, avvenuto per arresto cardiaco.  Isabella era figlia di Niccolò Citti, fondatore insieme ai fratelli Marino e Franco dell'Italvetro di Anchiano. Lascia il marito Rino, le figlie Elena e Veronica, la nipotina Alessia e l'anziana madre Norma.  Il caso del rapimento di Elena, che era stata abbandonata dai rapitori e ritrovata sul ciglio di una strada in Sicilia, si concluse con l'arresto di tutti i responsabili della banda. Sei le condanne emesse nel 1985, a conclusione del processo di secondo grado, dalla Corte d'appello di Firenze.

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