La manifestazione
La difesa: già chiarita ai magistrati la vicenda che la vede implicata
«Zambon è la vittima di un'estorsione»
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LUCCA. Vittima e non autrice di una grave estorsione che lei ha puntualmente denunciata ai carabinieri e lontana anni luce da ambienti malavitosi. L'avvocato Giovanni Frullano, legale dell'imprenditrice Jolanda Zambon indagata con l'accusa di estorsione, in attesa della sentenza con rito abbreviato fissata il 15 giugno 2011 dal gup di Catanzaro, cerca di fare luce sulla complessa vicenda: «È necessario ristabilire la verità circa alcune notizie di stampa. Agli atti del processo in corso, vi sono anzitutto i provvedimenti rilasciati da ben quattro magistrati, secondo i quali "La Zambon è soggetto certamente lontano da ambienti malavitosi". Il giudizio, con una consistente ed autonoma istruttoria ad integrazione delle indagini preliminari, ha ormai dimostrato con evidenza assoluta che alla Zambon possa competere solamente il ruolo di vittima di una grave estorsione e di molteplici truffe perpetrate in suo danno. Non corrisponde al vero ed è inspiegabile la notizia secondo la quale la Zambon avrebbe tentato di impedire l'incasso di assegni per 33mila euro. Un'accusa che nemmeno il pm ha mai formulato. La vicenda dunque è ben altra: la Zambon è vittima di un'estorsione e in tempi non sospetti aveva già denunciato ai carabinieri di averla subita e di temere per la propria incolumità. Il comportamento della Zambon in questa vicenda è sempre stato ineccepibile ed improntato all'assoluta fiducia nella magistratura: dal primo momento si è messa a disposizione dell'autorità giudiziaria, ha presentato memorie e ricostruito i fatti, ha chiesto che venissero sentite persone a conoscenza della verità, di essere interrogata. Ora attende la sentenza nella consapevolezza che la verità è già emersa. Duole, a pochi giorni dalla sentenza, dover leggere notizie non corrispondenti alla realtà».
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