Il Tirreno

Lucca

Pdl, nessuno dà le dimissioni

Una riunione dei vertici del Pdl (Vip)
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Una riunione dei vertici del Pdl (Vip)

Le cariche saranno rinnovate durante il congresso di settembre

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 LUCCA. Non ci sono state dimissioni. L'invito degli arrabbiati (sindaco Marchetti in testa) di azzerare le cariche è caduto nel vuoto. La lunga riunione del direttivo provinciale del Pdl, terminata quasi alle 2 del mattino, si è chiusa con una serie di buoni propositi.  Nessuna decisione, in attesa del congresso previsto nel corso del mese di settembre in vista del quale il partito - uscito a pezzi dalle elezsioni anche nella nostra provincia - prova a fare un attento e approfondito esame di coscienza. Per capire (errori del Governo Berlusconi a parte) dove e cosa ha sbagliato. Perché ci sono alcuni dati che devono far riflettere.  Precipitare al 14% a Borgo a Mozzano avendo il candidato presidente di Palazzo Ducale di quella zona è preoccupante. Al tempo stesso c'è l'exploit di Altopascio, dove Marchetti ha fatto da traino alla coalizione e ha avuto un grande successo. Insomma, qualcosa da rivedere c'è.  Ecco, allora, che il direttivo stabilisce di aprire una fase di valutazione, con un'indicazione chiara per i vertici fiorentini e romani: non pensate d'ora in poi di imporre le vostre decisioni riguardo ai candidati, siano essi in lizza per fare i sindaci o i parlamentari. Decideremo noi - è il messaggio che parte da Lucca - dopo aver ascoltato con attenzione la base elettorale.  Una posizione che non accontenta i delusi che adesso vogliono la rifondazione del partito. Marchetti, ma anche il sindaco Fantozzi o il vice presidente di Ascom Fanucchi. Tanto che l'iniziativa del primo cittadino di Altopascio di aprire un sito web e una pagina su Facebook per riunire gli scontenti non si ferma. Nei prossimi giorni, anzi, sono attese novità dal fronte degli arrabbiati, coloro che chiedeva di ripartire da zero, di dare aria nuova al partito e che consigliavano ai vertici di seguire l'esempio di Sandro Bondi: dimissioni subito, come deve fare chi ha perso una tornata elettorale così importante.  Il direttivo del Pdl preferisce andare avanti. «Le cariche comunali e provinciali cambieranno, se cambieranno, nel corso del congresso di settembre» fa notare Vincenzo Placido che è il portavoce di Lucca. Sino a quella scadenza avanti con una riflessione a tutto campo. Nelle vari sedi del partito. A Lucca come in Versilia, nella Piana come nella Valle del Serchio. L'obiettivo è arrivare dopo l'estate con un chiaro progetto in testa e con una strategia ben definita. Anche perché nella primavera del prossimo anno a Lucca si voterà per il sindaco e il Pdl non intende assolutamente dare spazio al centrosinistra, che dovrebbe candidare Alessandro Tambellini. Non ci sono pregiudiziali verso nessuno, ma nemmeno certezze sull'uomo o la donna da opporre al capogruppo del Pd a palazzo Santini. Il nome potrebbe uscire dalle primarie, anche se la discussione su questo punto resta aperta. Di sicuro c'è che il Pdl si è reso conto di non avere un'organizzazione degna di questo nome: non ci sono eletti, solo politici nominati e anche così non va bene. D.C.

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