Il Tirreno

Lucca

Negata un'altra prima alla media

Alunni di una scuola media
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Alunni di una scuola media

Nonostante la notevole distanza fra le due sedi scolastiche è stata respinta la richiesta di avere due classi per i 27 alunni

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 PESCAGLIA. Anche la scuola media di Pescaglia, costituita da due plessi notevolmente distanti tra loro (Pescaglia capoluogo e S. Martino in Freddana), a fronte di 27 iscritti di cui due alunni disabili, contrariamente a quanto previsto dalla normativa vigente ha avuto l'assegnazione di un'unica classe prima, anziché le due legittimamente richieste. Una situazione analoga a quella di Castiglione, di Camigliano, di Torre del Lago, di S. Leonardo in Treponzio. Lo sottolinea la dirigente scolastica Carla Reggiannini, che afferma:  «Da persona di scuola, oltre ad associarmi alla forte preoccupazione per il destino di tante classi medie e scuole in genere della provincia di Lucca, avanzo alcune personali considerazioni. E' evidente, per tutte le scuole citate, il mancato rispetto dei parametri previsti dalla normativa e l'adeguarsi ad una logica abnorme secondo la quale classi e docenti non sono assegnati in base ai legittimi bisogni dell'utenza e al numero degli iscritti, bensì tenendo conto di un contingente, stabilito a priori e comunque decurtato, di personale docente. Vero è che, se da un lato, in nome del contenimento della spesa pubblica, si devono contrastare gli sprechi, dall'altro non è ammissibile che, nella vigenza di determinati parametri, alunni e famiglie non possano usufruire delle strutture scolastiche del proprio territorio in particolare quando si tratta di zone montane con estesa e disagevole viabilità.  «E' peraltro disattesa nel caso di Pescaglia e Castiglione, un'altra prescrizione dello stesso Dpr 81/2009, laddove si dichiara la possibilità di formare classi di scuola secondaria di I grado, o media, con un numero inferiore al minimo previsto (15 alunni), comunque non inferiore ai 10, per scuole e sezioni staccate funzionanti nei comuni montani.  «Da persona che crede nella scuola come fattore di progresso e civiltà, per il mio istituto e per tutti quelli che versano in analoghe condizioni, chiedo, relativamente alla problematica esposta, interventi risolutivi da parte di enti ed istituzioni coinvolte affinché il diritto allo studio sia salvaguardato a partire dalle premesse organizzative; perché gli alunni e le loro famiglie possano vivere la scuola con sufficienti certezze e garanzie; perché dirigenti, docenti e tutto il personale scolastico possano svolgere con la necessaria serenità, efficacia ed efficienza i compiti educativi e didattici che la società loro richiede». R.L.

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