Il Tirreno

Lucca

Modelli da Londra per il mercato

Marco Innocenti
Locali e ristoranti all’aperto nel piano interrato del Covent Garden
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Locali e ristoranti all’aperto nel piano interrato del Covent Garden

Da Borough Market e Covent Garden esempi da non trascurare

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 LUCCA. Davvero è da limitare in spazi minimi, se non da escludere, l'utilizzo del mercato del Carmine, una volta restaurato, come sede per la migliore produzione agroalimentare della Lucchesia e mostra mercato dei prodotti tipici dell'enogastronomia?  L'interrogativo appare più che mai pressante alla vigilia della definizione del progetto per l'intervento di restauro, che dovrebbe finalmente partire.  La questione era già stata posta dall'allora presidente dell'Associazione commercianti, Umberto Tenucci, e dalla lista civica che aveva sostenuto Andrea Tagliasacchi alle elezioni comunali del 2007. Il principio è stato poi più volte ripreso da varie forze politiche (di opposizione, ma non solo) da associazioni di categoria e da Italia Nostra. Senza grandi risultati.  Il Carmine pare destinato a diventare un centro commerciale, basato comunque su una struttura di media distribuzione e negozi, con concessioni davvero ridotte ai banchi della frutta che ancora vi sopravvivono e a qualche attività di ristorazione ed alberghiera.  L'impressione è che si stia perdendo una grande occasione. Tenucci e la lista civica pro-Tagliasacchi rimandavano alle scelte fatte in altre città, grandi e piccole, e in particolare a Londra. Bene, proprio dalla capitale inglese arrivano due esempi che dovrebbero fare riflettere.  È diventato un punto di riferimento nella city, all'uscita della stazione di London Bridge e vicino alla Torre di Londra, lungo il Tamigi, l'attrezzatissimo, multietnico e multicolore Borough Market, mercato che sotto strutture di metallo e vetro accoglie banchi di frutta e verdura e prodotti dell'enogastronomia di tutto il mondo, con le specialità più disparate. È sempre affollatissimo e bisogna fare la fila non solo per acquistare (a prezzi tutt'altro che convenienti), ma anche per mangiare le specialità preparate e invitanti, a base di carne, pesce, frutta e verdura.  Le licenze dei banchi del Borough Market hanno un valore altissimo e rare sono le compravendite. L'attività del mercato vivacizza e fa fiorire il quartiere, visitatissimo dai londinesi, ma anche e forse di più dai turisti. Con grandi vantaggi per tutti i negozi, i ristoranti e i pub dei dintorni.  Scenario non dissimile a Covent Garden.  Lì l'antico mercato della frutta e della verdura è stato trasformato in una galleria di negozi tipici accanto ad una affascinante varietà di pub, ristoranti di ogni Paese e locali in cui si può prendere un caffè e mangiare ad ogni ora del giorno e della notte, in mezzo a gruppi di artisti di strada e musicanti che fanno spettacolo di fronte all'Opera House. Al Convent c'è anche un punto di media distribuzione (Mark and Spencer), ma quasi scompare in mezzo a negozi di artigianato, arte orafa ed altre tipiche produzioni inglesi.  Se non si vuol prendere spunto da Londra, altri esempi utili si trovano in tante città d'Italia, a partire da Torino, dove nel complesso Eataly sopravvinono banchi di frutta e alimentari accanto a negozi e ristoranti.  Ovunque pare sia stata scartata la scelta di fare dei vecchi mercati altri centri commerciali di medio-grande distribuzione, impostati soprattutto sull'abbigliamento. Cosa farà Lucca?

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