Finanza
Pdl, Agnitti non sarà capogruppo
I.B.
Il ruolo potrebbe essere affidato a Massimo Checchia, ex presidente Erp
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LUCCA. Marco Agnitti non sarà il nuovo capogruppo del Pdl. Rinuncia all'incarico che gli era stato proposto dopo le dimissioni (polemiche) di Lido Fava. Ma questo - precisa - non è segnale di disimpegno. Anzi. Da membro del coordinamento comunale, infatti, Agnitti si impegnerà a rinnovare il partito. In modo radicale, per arrivare alle comunali del 2012 con una coalizione rafforzata. La batosta appena subita alle provinciali per Agnitti è stata salutare. Perché non può lasciare indifferenti. E deve obbligare il Pdl a un ripensamento delle strategie, dei metodi e, di conseguenza, (anche se non lo dice apertamente) degli uomini. Il primo passo, ad esempio, potrebbe essere compiuto proprio in consiglio comunale: per questo nel partito si comincia a fare strada l'ipotesi di Massimo Checchia come nuovo capogruppo. Già presidente di Erp, rientrato a palazzo Orsetti da pochi mesi, Checchia avrebbe già esperienza sufficiente, essendo stato, nella passata legislatura, capogruppo di An. Resta da vedere se accetterà l'investitura o se, invece, come ha già fatto Gabriele Torri, preferirà restare nelle retrovie del partito. Quello che è certo oggi è che Agnitti non sostituirà Fava. Le sue parole non lasciando adito a subbi: «Non ho mai chiesto o dato la mia disponibilità, pubblicamente o privatamente, a ricoprire la carica di capogruppo in Comune del Pdl: sarebbe per me un onore, e lo farei con lo stesso spirito di servizio che mi ha animato da capogruppo in Provincia per dieci anni ma, ma varie ragioni private e professionali mi impediscono ora di ricoprire questo ruolo». L'equivoco sulla sua eventuale candidatura - in alternativa all'ex sindaco Pietro Fazzi, oggi reggente del gruppo a palazzo Orsetti - sarebbe nato «probabilmente, dal fatto che molti, consiglieri e simpatizzanti mi hanno chiesto, o suggerito di fare il capogruppo. Li ringrazio per la stima dimostrata anche in questo momento difficile ma, questa volontà, è nata nella mente di altri non nella mia». Anche perché come membro del coordinamento comunale del partito Agnitti si sente impegnato a rifondare il Pdl, cambiando rotta in modo netto. Non a caso, dice di ritenere «perfino salutare, per quanto dolorosa, la sconfitta elettorale del Pdl. Il segnale che la società ha dato attraverso il voto, ci deve, infatti, aiutare a capire e a interpretare sempre meglio i bisogni e le difficoltà che vasti settori delle società attraversano da tempo. Ci viene richiesto un rinnovamento di metodo per alcuni aspetti radicale. E io sono interessato a impegnarmi a fianco di coloro che, senza pregiudizio nei confronti di nessuno e senza personalismi, vogliono contribuire al rinnovamento del Pdl e della politica in generale: i miei unici referenti da sempre, sono le persone e gli amici che incontro per strada». In un momento di grande confusione politica e amministrativa, Agnitti rivendica di essersi sempre mosso «con equilibrio, facendo le scelte che mi sembravano giuste, ma rispettando gli altri senza mai cercare la rissa politica». Con questo spirito «non da resa dei conti», Agnitti affronta la riflessione interna al partito che ufficialmente è iniziata ieri sera, con la prima riunione post-elettorale del coordinamento provinciale. Nessun dirigente si è presentato con le dimissioni in mano, nonostante le richieste di vari membri del Pdl che in provincia, con le ultime elezioni, è riuscito a mandare solo 2 consiglieri della Lucchesia contro i 5 della Versilia. A conferma che qualche cosa non ha funzionato.
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