Il dolore
Oggi l'addio all'architetto Ferretti
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Larchitetto Mario Ferretti Il soprintendente Malchiodi: «Era bravo e perbene»
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LUCCA. Si svolgeranno oggi alle 16, nella chiesa dell'Arancio, i funerali di Mario Ferretti, l'architetto della Soprintendenza morto martedì a 65 anni. Lo ricorda il soprintendente Guglielmo Malchiodi, grande amico dello scomparso. «Non dimenticherò mai Mario, uno dei migliori architetti della Soprintendenza di Pisa. Era schivo di onori ed ha trascorso la sua carriera tra Pisa, Livorno, l'Isola d'Elba e la natia Lucca per decenni, applicandosi alla tutela del patrimonio monumentale e paesaggistico con sereno e sicuro giudizio, rapportandosi agli interlocutori dell'Ufficio, pubblici e privati, con un tratto da signore dell'anima. «Si è fatto stimare per il suo senso di giustizia, correttezza, equilibrio non comune. Ha aiutato il soprintendente ed i suoi colleghi in silenzio con grandissima professionalità e cultura nel suo più specifico campo, come in quello legale ed amministrativo. Chi lo ha conosciuto ha sempre avuto la certezza che Mario era una persona perbene al massimo livello. «Eravamo colleghi, io sono stato il suo "capo" e lo sentivo migliore di me, disposto a dare i suoi preziosi contributi senza alcun sussiego, da vero amico. Ha svolto delicati e difficili compiti con la piena fiducia mia e delle persone con le quali trattava, fossero custodi dei musei, collaboratori di vario grado, e responsabili di tutte le cariche istituzionali del ministero dei massimi livelli. «Se lo ricordano e certo lo rimpiangono i rappresentanti ed i tecnici dei Comuni e delle Provincie di Livorno, Lucca, Pisa. Aveva una profonda conoscenza di uomini e cose accompagnata da un senso dell'umorismo spesso più rivolto a sé stesso che agli altri, riusciva a rispettare anche le persone (rare) che gli sono state contrarie. Vorrei dire molto di più, sconfinando a causa del grande dispiacere per la sua perdita nelle emozioni personali, ma, in omaggio al suo stile di vita e di lavoro, vorrei che si ricordassero tutti di lui come uno dei pilastri modesti, ma valorosi che sostengono ancora la buona e positiva immagine delle Soprintendenze».
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