Il Tirreno

Lucca

Cinque sospettati per l'aggressione

Il ristorante Piccolo Mondo dove lavora la vittima
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Il ristorante Piccolo Mondo dove lavora la vittima

Indagato uno dei presunti responsabili del pestaggio al cuoco

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 LUCCA. Sono giovani di estrema destra. Teste rasate «allergiche» agli extracomunitari. Buoni per attaccar briga e menar le mani alla prima occasione e spesso anche un po' su di giri per l'uso non sempre moderato di alcool. Quattro-cinque di loro sarebbero gli autori dell'aggressione al giovane cuoco marocchino di venerdì sera. Uno è stato identificato ed è attualmente indagato.  La Digos sta lavorando sotto traccia per individuare anche gli altri. Tutti appartenenti a gruppi giovanili che s'identificano con gli ideali dell'estrema destra xenofoba e che, senza motivo, aggrediscono chi ha un diverso colore della pelle. Per gli inquirenti però non siamo di fronte a un gruppo organizzato dalle potenzialità simili a quelle dei Bulldog o in grado di provocare l'assalto alla birreria Bruton. Piuttosto, per le forze di polizia, siamo di fronte a un gruppetto di giovani sbandati che, forse sotto l'effetto dell'alcool, iniziano a prendere di mira immigrati che passeggiano da soli. Prima a parole, con lo scherno e l'insulto, per poi passare alle vie di fatto. Il giovane cuoco del ristorante «Piccolo Mondo» - che nell'aggressione ha riportato lesioni giudicate guaribili in otto giorni - ha raccontato alla polizia di essere stato circondato da un gruppo di teste rasate mentre alle 23 di venerdì scorso si trovava in via San Paolino. Si sono diretti verso di lui e gli hanno sferrato pugni e calci senza dire una parola. È stato salvato da alcuni amici che da lontano hanno visto la scena e sono andati a soccorrerlo. E proprio sulla base delle testimonianze raccolte che la Digos sta cercando di ricostruire l'identikit del gruppo di aggressori dell'extracomunitario. Certo, la polizia avrebbe più frecce nel proprio arco se le tante telecamere dislocate in centro funzionassero. Invece nella maggior parte dei casi non sono attive.  «Ho ricevuto telefonate di solidarietà - ha detto il cuoco - soltanto dai miei compagni di lavoro e da altre persone di Viareggio che conosco e hanno letto e saputo quanto mi è capitato». Una brutta pagina che non resterà però senza colpevoli. Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, è stato tra i primi a condannare l'atto di violenza: «Quando la causa scatenante è il pregiudizio e il razzismo - ha subito dichiarato Baccelli - la nostra condanna deve essere ancora più ferma e netta. I rigurgiti di squadrismo di stampo razzista sono lontanissimi dalla cultura e dalla sensibilità della nostra comunità, ma devono costituire un campanello d'allarme da non sottovalutare e rispetto al quale le istituzioni devono mantenere alta la guardia».  Forze dell'ordine e procura della Repubblica stanno lavorando sottotraccia per arrivare all'individuazione dei responsabili. Così come hanno sempre fatto quando la violenza e i soprusi di gruppi estremisti hanno reso più insicura e meno accogliente la nostra città.

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