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Lucca

Carmine, esame sulle imprese

L’esterno dell’ex convento del Carmine
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L’esterno dell’ex convento del Carmine

Il Comune chiede documentazione integrativa alla cordata privata

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LUCCA. Nuovo passo avanti verso il recupero del mercato del Carmine. Sono state aperte le buste con le offerte inviate dalle due cordate interessate a ristrutturare e gestire la storica struttura per un massimo di 40 anni. E prima di procedere con la valutazione delle proposte, il Comune ha chiesto documentazione integrativa sulle imprese che partecipano alla procedura di selezione.  La commissione presieduta dall'ingegner Paolo Nocchi, dirigente ai lavori pubblici, dall'architetto Maurizio Tani, dirigente del settore urbanistica e da Maria Carla Giambastiani, responsabile dell'ufficio contratti ha chiesto alcuni atti a una delle imprese che partecipa alla cordata privata (con capofila un'azienda del Nord), interessata al Carmine. Nessuna integrazione, invece, è stata richiesta a Polis, la società a quasi totale partecipazione pubblica oggi a forte vocazione immobiliare: dopo la trasformazione dell'ex caserma Mazzini, infatti, la spa sta realizzando un complesso a San Concordio, al posto dell'ex circoscrizione, in area Gesam.  Una volta che, entro la prossima settimana, la documentazione "preliminare" sarà stata fornita, la commissione delibererà l'ammissibilità delle proposte. Deciderà, insomma, se le due cordate - quella privata e quella pubblica - hanno i requisiti per partecipare alla gara sul Carmine. In caso affermativo, allora, verrà nominata una commissione per esaminare nel merito le due proposte. Quindi, le imprese saranno invitate a presentare una progettazione più di dettaglio, con un'offerta economica che tenga conto del canone di concessione da versare al Comune (minimo 200mila euro l'anno), del canone che verrà applicato alle botteghe che già esistono all'interno del mercato e della durata della concessione.  Per decidere a chi assegnare la ristrutturazione del Carmine, il Comune terrà conto sia della proposta economica che della proposta di progetto, privilegiando quella con il miglior rapporto tra qualità e prezzo dell'intervento. Trattadosi di una struttura vincolata dalla Sovrintendenza, come monumento di interesse nazionale, è evidente che la qualità del progetto architettonico è fondamentale. Tanto più che, oltre ai negozi e all'artigianato artistico, all'interno del Carmine è anche prevista la realizzazione di un hotel "du charme", con una ventina di camere, e l'apertura di pubblici esercizi che dovrebbero essere caratterizzati dalla preparazione di piatti con prodotti tipici locali. Non solo. Dentro la ex chiesa sconsacrata, verrà aperta un'attività di media distribuzione, probabilmente del settore abbigliamento.  Resta da vedere, però, se le manifestazioni di interesse presentate dalle due cordate, poi si trasformeranno in un progetto esecutivo. Secondo i tempi indicati dal Comune, il nodo, in questo senso, dovrebbe essere sciolto entro la fine del mese. Poi si procederà con la gara vera e propria.

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