Attenzione
L’imprenditore versiliese a fine mese deve ottenere la fiducia dell’assemblea: ma c’è già chi gli sta preparando un siluro
Assoindustria si spacca sul presidente
Ilaria Bonuccelli
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La riunione di Assoindustria e sotto il presidente uscente Andrea GuidiLa candidatura (unica) di Stefano Varia passa con 14 voti a favore e 12 contrari
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LUCCA. Stefano Varia è il nuovo candidato alla presidenza di Assoindustria. Ma la scelta non è indolore. Martedì sera, in una riunione infuocata, l'imprenditore versiliese, già presidente di Ance (associazione costruttori edili) ottiene l'ok a presentarsi all'assemblea dei soci per l'elezione. La scelta del successore di Andrea Guidi, non più ricandidabile dopo il terzo mandato, fa scoppiare una guerra interna. Su Varia la giunta si spacca a metà, come mai è successo prima nella storia dell'associazione, abituata a presentarsi all'assemblea con un candidato espresso (più o meno) all'unanimità. Stavolta è diverso. I numeri lo dimostrano: 14 sì per l'imprenditore versiliese, 12 no e 2 astenuti (equiparati a voti contrari). Ma le cifre da sole non bastano a spiegare quello a palazzo Bernardini. A rendere l'idea del terremoto in corso è più la mimaccia di alcuni industriali storici (anche del cartario) di lasciare l'associazione se Varia venisse eletto. Allo scopo di scongiurare questa eventualità c'è già chi lavora per silurare l'imprenditore versiliese in assemblea, a fine mese, e ripartire da zero con nuove candidature. Un nome sarebbe anche già pronto: l'ingegner Vincenzo Poerio, amministratore delegato di Azimut Benetti, uno dei più importanti cantieri navali del diporto. Tanto per accentuare l'azione di disturbo e sbarrare la strada a Varia, alcuni associati avrebbero anche già chiesto chiarimenti a Confindustria sul regolamento. Ma a dare una mano al candidato presidente, ci avrebbero pensato i piani alti di palazzo Bernardini, con una telefonata a Roma per sollecitare il nulla osta a questa candidatura. Che arriverà in assemblea come unica, ma non come unitaria. LA GENESI Il conflitto esplode ora, ma i contrasti partono da più lontano. Da quando la Versilia sollecita l'imprenditore a farsi avanti. L'ipotesi è dirompente. E suscita due reazioni: a Lucca si cercano candidati alternativi, mentre gli industriali amici di Varia inviano (anche dietro sollecitazione) lettere a palazzo Bernardini a sostegno della sua elezione. Le lettere arrivano e le candidature alternative anche: viene contattato l'ingegner Poerio che, in prima battuta, ringrazia, ma rifiuta; poi si fanno i nomi di Alessandro Colombini e Simonetta Vecoli, industriale del settore dell'alluminio, con attività concentrata in Versilia e anche nel pisano. Colombini e Simonetta Vecoli, però, alla fine si ritirano, anche comprendendo che Varia non avrebbe mai fatto un passo indietro. LA CANDIDATURA A proporre il nome di Varia, quale unico candidato alla presidenza di Assoindustria, è un comitato di saggi, con mandato esplorativo della giunta di Assoindustria. La commissione è composta da imprenditori di lungocorso come Luciano Mancioli, Giovan Battista Mennucci (ex presidenti dell'associazione) ed Edo Puccetti. Prima di formulare la proposta, il curriculum di Varia viene spulciato con grande attenzione, anche perché alcuni industriali fanno leva sul rinvio a giudizio dell'imprenditore per sabotarne la candidatura. Ufficialmente - evidenziano alcuni soci - non sarebbe di buon gusto un presidente indagato nell'inchiesta sull'appalto per il nuovo pontile di Lido di Camaiore, ma i probi viri confermano che Varia risponde ai requisiti di "onorabilità". Lo statuto dell'associazione, infatti, ribadisce che causa di ineleggibilità è una condanna in secondo grado, non un procedimento giudiziario in corso. E agli associati lo stesso Varia videnzia che nel corso del processo, la sua posizione si sarebbe già alleggerita, con la cancellazione di un capo di imputazione a suo carico. L'OPPOSIZIONE L'opposizione a Varia interessa in modo trasversale i vari settori dell'industria locale, dal cartario al metallurgico (con la Kme), fino a parte della cantieristica. Ad avversare questa candidatura si mormora che ci sarebbe perfino Confidustria regionale che considererebbe quella di Varia una candidatura "imbarazzante", proprio per le vicende giudiziarie in corso. E questa ostilità fiorentina spaventerebbe non poco i grandi gruppi industriali locali. Restando più in zona, invece, sembra che la candidatura di un versiliese, estraneo alle logiche dell'oligarchia locale, non garantirebbe la conservazione dello status quo, di un potere che viaggia da sempre lungo gli stessi binari. E per allontanare la possibilità di un presidente "destabilizzante", ci si appella a un non scritto principio di alternanza: si fa presente che dopo i mandati di Andrea Guidi, espressione degli edili, si dovrebbe assicurare la presidenza a un industriale che rappresenti un altro settore, anche più importante per l'economia provinciale. I SOSTENITORI Non sono pochi. E comunque sono sufficienti (come dimostra il voto di martedì) a far arrivare la candidatura di Varia all'esame dell'assemblea. Poco importa - dicono i sostenitori dell'imprenditore - che davanti ai soci Varia si presenti con soli 14 voti favorevoli, nei quali è compreso il suo, rivelatosi determinante per la candidatura. Ma in questa lotta intestina, Varia non si è potuto permettere un gesto di "fair play": capita l'aria che tirava, martedì si è fatto trovare pronto a parare i colpi sferrati da metà giunta. Se riuscirà a schivare il siluro anche in assemblea è presto per dirlo. C'è anche un'altra chiave di lettura in questa vicenda. La candidatura di Varia sarebbe sponsorizzata da quella parte di industriali, più vicina al centrodestra, che sarebbe contenta di avere un presidente "di area" e soprattutto al di fuori dell'orbita del gruppo Marcucci. Quel gruppo che, come si è visto al momento del rinnovo della fondazione Banca del Monte, ha contribuito a far affossare il candidato presidente gradito ad Assoindustria. GLI SCENARI L'epilogo della vicenda è da scrivere in questo mese che precede l'assemblea di Assoindustria. Varia si preparerà ad avere la maggioranza, calcolata non in base al voto del singolo socio, ma in base al peso specifico (numero di dipendenti e fatturato) di ciascun imprenditore. Al tempo stesso, però, i suoi avversari rilanciano la candidatura di Poerio, per essere pronti nel caso in cui il geometra venisse bocciato dall'assemblea.
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