Il dolore
Tia, l'aumento supera il 4%
Il. Bo.
Rincara la tariffa di smaltimento dei rifiuti, ma resterà invariata l'Ici
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LUCCA. Aumenta la Tia, ma non si tocca l'Ici (per espresso divieto di legge). È questa la politica tariffaria che emerge dal bilancio di previsione del Comune, in fase di definizione. L'aumento medio della tariffa di smaltimento dei rifiuti, dovrebbe oscillare fra il 4,1% e il 4,6% e non raggiungerà il 7% reclamato, invece, da Sistema ambiente, società partecipata dal Comune che si occupa del servizio. Questo aumento contenuto, però, non consola i consiglieri comunali che in commissione lavori pubblici attaccano l'amministrazione comunale per non aver motivato, dati alla mano, il rincaro della tariffa. «Tutto quello che siamo riusciti a sapere e a capire - attacca il capogruppo di Sel, Antonio Sichi - è che probabilmente questo aumento è dovuto al rincaro del costo di conferimento della spazzatura agli impianti di smaltimento e anche all'aumento di produzione dei rifiuti che sarebbe legata a una forta migrazione nel nostro territorio. Insomma, si produrrebbero più rifiuti perché Lucca ha più abitanti». Tuttavia - insiste Sichi - questo «non spiega perché da una parte l'amministrazione comunale aumenti le tariffe di smaltimento e dall'altro porti in approvazione modifiche al regolamento della Tia per concedere agevolazioni ed esenzioni. Agevolazioni alle famiglie con un componente domiciliato fuori Lucca per ragioni di studio o di lavoro ed esenzione totale dalla tariffa per le attività di alimentari e pubblico esercizio nei piccoli paesi, distanti dal centro». Quello che, in generale, la commissione lavori pubblici lamenta con l'assessore all'ambiente, Benedetto Stefani, è la mancanza di informazioni esatte in base alle quali decidere se gli aumenti della Tia siano giusti o meno. In primo luogo - sottolinea Sichi - nessuno è in grado «di valutare se la raccolta porta a porta dei rifiuti a S. Anna abbia prodotto effetti positivi o se mostri, invece, criticità. Non avendo i dati, sulle quantità raccolte, su quanto il costo di smaltimento secondo questo sistema incida sul costo complessivo del servizio, se ci sia un risparmio o meno non possiamo pronunciarci». Lo stesso discorso - rincara Sichi - vale per la raccolta differenziata nel centro storico: «Non è possibile capire se il servizio funzioni e comporti un risparmio effettivo, perché non sappiamo quanti sono quelli che non dividono i rifiuti. E perché non sappiamo come il Comune possa individuare chi non rispetta le regole della raccolta differenziata: Sistema ambiente non fornisce neppure i sacchetti con i codici a barre, riconducibili ai singoli utenti». Tanto meno - accusa Sichi - vengono presi provvedimenti «per migliorare il servizio e la qualità della vita nel centro storico. Mi domando, ad esempio, perché Sistema ambiente non fornisca alle famiglie bidoncini, con il nome, dove depositare i sacchetti, fuori di casa, in attesa che passi il camion a ritirarli. Oltre a migliorare l'immagine del centro storico, eviteremmo anche che gli animali spaccassero i sacchetti spargendo i rifiuti un po' ovunque». A queste domande, però, non c'è stata risposta in commissione lavori pubblici. Anche perché Stefani ha assunto la delega all'ambiente da poco tempo. «È ovvio - ammette Sichi - che un assessore da poco in carica abbia difficoltà a risponderci su molte questioni impostate o avviate prima della sua nomina. Ma l'amministrazione comunale dovrebbe, comunque, essere in grado di fornirci dati e spiegazioni sulla politica tariffaria. E sull'organizzazione del servizio. Ad esempio, è incomprensibile che fine abbiano fatto le isole ecologiche a scomparsa previste per il centro storico. Sono state annunciate e inserite nel piano industriale di Sistema ambiente per due anni consecutivi, poi sono scomparse nel nulla. In compenso arrivano gli aumenti della tariffa».
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