Sicurezza
Pochi vigili? Sono tutti ai varchi
Duccio Casini
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Il varco telematico in via Elisa vicino a Porta S. Gervasio Il Sulpm: «Il sistema non funziona, controlliamo 2mila sanzioni al giorno»
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LUCCA. C'è un motivo se in giro si vedono sempre meno agenti della polizia municipale: sono impegnati a ricontrollare i verbali dei varchi elettronici, che funzionano male. Anzi: molto male. La denuncia arriva dal sindacato Sulpm, molto polemico con l'amministrazione comunale accusata di aver attivato il 31 gennaio il sistema senza aver fatto le necessarie verifiche. Il risultato, dicono i sindacalisti, è che il personale - 85 persone compresi i 9 ufficiali - deve passare ore e ore davanti al computer a verificare il lavoro delle telecamere e non può essere essere utilizzato a pieno regime. «Colleghi in circolazione ce ne sono pochi, hanno perfettamente ragione i cittadini a lamentarsi. Non è colpa del vice comandante Stefano Carmignani, lo diciamo subito. Anzi, lui fa i salti mortali e lo ringraziamo. Purtroppo la realtà supera la fantasia - tuona il Sulpm -. Il software, cioè il programma che fa funzionare i varchi, è vecchio e non è aggiornato. Non legge certe lettere dell'alfabeto che nel corso degli anni sono state inserite sulle targhe: ad esempio la W, per citare a caso. Consideriamo che i transiti nella Ztl sono di media 6mila al giorno: ebbene, 4mila vengono controllati in automatico, ma altri 2mila vengono stoppati. Il sistema non dà il disco verde e noi agenti dobbiamo metterci di fronte al pc a fare le dovute verifiche. Dobbiamo vedere se la targa non riconosciuta è inserita nel database e quindi ha diritto a entrare oppure se non è collegata a un permesso e quindi va elevata la multa. Controllare 2mila transiti giornalieri è però impresa titanica. Diciamo che riusciamo ad arrivare a quota 7-800. Quindi accumuliamo arretrati su arretrati. Al momento siamo indietro di almeno 45 giorni. Per gli automobilisti la garanzia è che le verifiche sono attente e non ci sono margini di errore. Ma il rovescio della medaglia è che dovendo utilizzare anche dieci agenti ogni giorno per questo lavoro massacrante manca personale da mandare in strada. Il grosso dell'impegno è per i varchi e la responsabilità è di chi con una fretta eccessiva ha voluto far partire un servizio nato male. Ripetiamo: perché il programma è antiquato». Come se ne esce? Secondo il Sulpm l'amministrazione Favilla ha di fronte due strade. «La prima è fare subito un investimento per acquistare un nuovo programma. Altrimenti il Comune deve avere il buonsenso di spegnere le telecamere e riaccenderle nel momento in cui sarà in grado di disporre di un software aggiornato. Così non si può andare avanti. Lo dico per noi, ma soprattutto per i cittadini ai quali non viene garantito un servizio fondamentale. Si parla tanto di sicurezza, ma allora si sappia che spesso disponiamo solo di un'autopattuglia composta da due agenti: un po' poco, ci pare, per un territorio che va da Santa Maria del Giudice alla Brancoleria. Senza dimenticare i problemi storici della sede del Comando, mai ripitturato dal 1997, privo di maglie antipanico e pieno di barriere architettoniche. Come sindacato abbiamo sempre dato la nostra disponibilità ad affrontare i problemi insieme all'amministrazione, ma adesso ci siamo davvero stufati».
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