Il Tirreno

Lucca

Dinelli (Forza Lucca) minaccia di non votarlo

Lavori pubblici, scontro sul piano triennale

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 LUCCA. L'annuncio è pacato nella forma, ma non nella sostanza. Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Lucca, è pronto a votare contro il piano triennale dei lavori pubblici, appena arriverà in aula. E potrebbe bocciarlo senza neppure analizzare i contenuti. Il voto contrario - anticipato in commissione lavori pubblici - è motivato con la stessa ragione di sempre: l'amministrazione si lancia in fughe in avanti, senza alcuna considerazione del consiglio comunale. E neppure della maggioranza, messa di fronte alle scelte quando già sono state deliberate.  Non è la prima volta che Forza Lucca denuncia questa mancanza dell'amministrazione comunale. Stavolta, però - secondo Dinelli - il mancato rispetto degli accordi è ancora più evidente, visto che il piano triennale è destinato ad andare in giunta, senza prima essere stato discusso in commissione. «La questione - sintetizza Dinelli - è semplice: in autunno abbiamo concordato di convocare in commissione lavori pubblici i presidenti delle circoscrizioni per discutere gli interventi ritenuti prioritari per i loro quartieri. Quindi, abbiamo raccolto queste richieste che dovevano essere inserite nella proposta di piano triennale da vagliare in commissione, prima di andare in giunta. Invece, alla conclusione di questo percorso, è stato fatto l'esatto contrario: prima il piano va in giunta e poi partirà il confronto in commissione e, quindi, in aula». Ma visto che questo è il metodo seguito - sottolinea Dinelli - quando il piano dei lavori pubblici arriverà in consiglio comunale «io non lo voterò. Non sappiamo neppure se sono state rispettare le priorità segnalate dalle circoscrizioni e, quindi, di fatto dagli elettori. Non si può approvare un piano preconfezionato sul quale non si può intervenire: una volta passato dalla giunta, è difficile ritoccarlo. Per quanto mi ricordi non è mai successo».  Prima che la sostanza del piano, dunque, Dinelli critica il metodo seguito per approvarlo: «Non capisco perché - riprende - l'amministrazione e alcuni assessori, in particolare (leggi Giovanni Pierami e Marco Chiari) non rispettino mai i patti e il confronto con il consiglio comunale che sollecitiamo spesso. Questo atteggiamento determina un problema politico di cui il sindaco ora dovrà farsi carico, visto che noi glielo abbiamo posto ufficialmente. Anche perché molte decisioni che escono dall'aula, compresa quella sul piano triennale, incidono sul bilancio, il vero documento di indirizzo di competenza del consiglio comunale».  In attesa che il sindaco convochi le riunioni per chiarire l'atteggiamento di alcuni assessori, incuranti dei consiglieri, la commissione lavori pubblici non risparmia una frecciata al presidente, Marco Martinelli: «Come hanno fatto presente altri colleghi - osserva il capogruppo di Sel, Antonio Sichi - doveva essere Martinelli a convocare la commissione sul piano triennale. Il fatto che abbia mandato varie mail a Pierami per farsi dare una data e che non abbia mai ricevuto risposta non è una risposta valida. Da presidente, Martinelli aveva il dovere di convocare la riunione, soprattutto dopo aver ricevuto sollecitazioni in questo senso, anche dalla sua maggioranza».

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