Finanza
Anche il Pdl deve fare le primarie
Duccio Casini
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Vanda Cervelli vice coordinatore del Pdl (Vip) Il vicecoordinatore Vanda Cervelli lancia la proposta
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LUCCA. Forse non sarà la notte dei lunghio coltelli, ma certo la riunione di stasera del direttivo provinciale del Pdl sarà animata. Il partito deve cercare di rialzare la testa dopo il bagno di sangue alle provinciali (Brunini sconfitto al primo turno) e la debacle nazionale. Il vicecoordinatore Vanda Cervelli proporrà le primarie per la scelta dei candidati alle cariche più importanti, a iniziare da quello che correrà per fare il sindaco di Lucca, mentre Maurizio Marchetti ribadisce la richiesta di azzerrare i vertici e fare il congresso. «A livello locale abbiamo pagato il trend nazionale negativo. Il mal voluto non è mai troppo: sono state sbagliate le strategie, il partito si è dimostrato mal organizzato e non ha saputo parlare con gli elettori - dice Cervelli -. È l'ora di dire basta ai percorsi verticistici, ai candidati calati dall'alto come era accaduto a Capannori quando a Giorgio Del Ghingaro qualcuno a Firenze aveva pensato bene di opporre Lorenzo Matteucci, che era nuovo della politica». La soluzione, afferma il vice coordinatore provinciale, è anche seguire l'esempio del centrosinistra e indire le primarie. «Che sono un alto esempio di democrazia partecipata perché coinvolgono la base. Ne ha parlato anche Ferrara sul Foglio, è d'accordo il ministro Frattini e io mi sento di sottoscrivere l'idea e di proporla al direttivo del Pdl». Stasera ci sarà l'analisi del voto alle provinciali e non mancheranno le polemiche: «Brunini e i candidati nei collegi - sottolinea Cervelli - hanno fatto il loro dovere sino in fondo. Ma non sono stati sostenuti dal partito. Il Pdl deve cambiare strategia. Innanzitutto occorre un vero lavoro di squadra, senza scontri e senza personalismi che stancano i cittadini. Mi auguro che venga fatta una disanima seria, onesta e a 360 gradi della situazione, senza giustificare chi sbaglia. Spero vivamente che rinasca un partito migliore, perché se resta così non so se avrò la forza e la voglia di crederci ancora. Rimpiango i bei tempi del senatore Marcello Pera. Lui ci metteva cuore e testa, dava coraggio ed entusiasmo, trasmetteva la passione per la politica. Ora sono tutti contro tutti, sempre arrabbiati. E i risultati, ahimé, si vedono». Il sindaco di Altopascio e consigliere provinciale Maurizio Marchetti sta lavorando intorno al "manifesto degli scontenti" del Pdl. A giorni saranno aperti il sito web e la pagina su Facebook per raccogliere adesioni e organizzare chi vuol darsi da fare per cambiare il partito. «Nel frattempo ritengo opportuno che i vertici lucchesi seguano l'esempio di Sandro Bondi che lunedì si è dimesso dalla carica di cooordinatore nazionale. È l'abc della politica: si perde e si mette a disposizione il proprio mandato. Aspetto di vedere cosa accade e intanto dico che non si può vivere blindati. La realtà è disarmante: il Pdl non dà direttive e ognuno fa corsa a sé. Basta vedere il tira e molla della nomina del capogruppo in consiglio comunale a Lucca dopo le dimissioni di Lido Fava: entro io, no entra te... Dove siamo? E ancora: quando sento Berlusconi che parla di problemi di radicamento sul territorio mi viene spontaneo chiedermi perché se ne accorga solo ora».
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