Trasporti
Ora basta con le aggressioni
Barbara Antoni
Il tema sicurezza torna all'ordine del giorno tra i commercianti
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LUCCA. La questura dà il via alle indagini sul caso del giovane cuoco di origine marocchina aggredito venerdì sera verso le 23 davanti casa sua, in via San Paolino, nel pieno centro storico, mentre stava tornavando dal lavoro. È stato circondato da un gruppo di giovani «con le teste rasate», ha raccontato la vittima, che da dove si trovavano si sono inspiegabilmente diretti verso di lui e senza dirgli nulla hanno cominciato a sferrargli calci in tutto il corpo. Lo hanno picchiato senza dire una parola, cinici e spietati, come ha ancora raccontato il ragazzo. Un episodio che, per come si è dimostrato, denota il connotato di un'azione squadrista. Il giovane, salvato dall'arrivo di alcuni amici che da lontano hanno visto la scena, ha subito avvertito la questura e l'indomani ha formalizzato la denuncia. Ora la questura avvia le indagini, sulla base delle indicazioni fornite dal giovane e dal racconto che è stato messo a verbale. Il ragazzo, 23 anni, in Italia da dieci (prima per studiare, si è diplomato all'istituto alberghiero; poi per lavorare: dal 2007 cuoco al ristorante "Piccolo Mondo" in piazza dei Cocomeri, a un centinaio di metri circa da dove l'aggressione è avvenuta) è stato medicato al pronto soccorso dell'ospedale Campo di Marte e qui i sanitari hanno previsto che potrà guarire in otto giorni dalle conseguenze dei colpi ricevuti. È chiuso in casa, impaurito per quanto gli è accaduto. Solo. «Ho ricevuto telefonate di solidarietà - dice - soltanto dai miei compagni di lavoro e da altre persone di Viareggio che conosco e hanno letto e saputo di quanto mi è capitato». Un messaggio di solidarietà, intanto, gli arriva dal presidente della Provincia Stefano Baccelli. «La violenza deve essere sempre condannata - dice Baccelli -. Ma quando la causa scatenante della violenza sono pregiudizio e razzismo, la nostra condanna deve essere ancora più ferma, ancora più netta». Baccelli prosegue il suo commento esprimendo «piena solidarietà» al ragazzo. Secondo Baccelli, «i rigurgiti di squadrismo di stampo razzista sono lontanissimi dalla cultura e dalla sensibilità della nostra comunità, ma costituiscono un campanello d'allarme da non sottovalutare e rispetto al quale le istituzioni devono mantenere alta la guardia». Per oggi intanto Ascom annuncia una presa di posizione forte riguardo il clima che si sta insinuando nel centro storico, specialmente la sera. Furti, aggressioni, vetrine spaccate: gli episodi si stanno purtroppo susseguendo in rapidità. «Così non si può andare avanti - dice senza mezzi termini Mario Bini, vicepresidente dei ristoratori di Ascom e proprietario, anche, del ristorante in cui lavora il giovane cuoco aggredito». L'invito che l'associazione commercianti formulerà sarà diretto alle istituzioni perché si intensifichino i controlli per evitare di dover assistere a episodi come venerdì sera.
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