Finanza
Rangoni voleva acquistare la Sanremese
Nel 2008 con una cordata ligure trattò con i patron Tonellotto e Barillà
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LUCCA. È Luca Rangoni, 47 anni, residente a Sanremo, l'amministratore unico dell'immobiliare Nice srl di Genova che, se non interverranno fatti nuovi, rileverà le quote della Valore di Prato diventando azionista di maggioranza dell'As Lucchese Calcio. Un nome che appare nel panorama calcistico nazionale nel gennaio 2008 quando - assieme a una cordata ligure - cerca di acquistare la Sanremese incontrando l'allora patron Flaviano Tonellotto (presidente della Triestina nella stagione 2005-2006 e arrestato per appropriazione indebita dei beni del club alabardato il 5 aprile 2011) e l'allora presidente Carlo Barillà. Rappresentata dall'intermediario Francesco Salerno la cordata di Rangoni cerca un accordo che sembra aver trovato attraverso una fideiussione di un milione e 200mila euro della Garanzie Nordest con sede a Padova e che lavora con banche venete. Inizialmente la proposta raccoglie consensi da parte di Tonellotto che poi però cambia idea e alza la posta chiedendo più soldi d'accordo con il patron Barillà. Prima della sua uscita di scena Rangoni annuncia ai cronisti liguri di aver contattato un importante direttore generale e di avere rapporti con uno studio legale di Genova che cura gli interessi di giocatori a livello nazionale e internazionale. La scelta della Sanremese - che all'epoca militava in D, poi retrocesse in Eccellenza, non s'iscrisse, fu radiata dalla Figc e ripartì dalla Seconda categoria per poi fondersi l'anno dopo con la Ospedaletti Sanremo neo promossa in Eccellenza ligure - era di natura affettiva: veniva a passare le vacanze nella città dei fiori e dal 2005 era residente a Sanremo.
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