Sicurezza
Stringe i tempi lex patron del Venezia che fa visita anche ai terreni di S. Donato
Gallo in sede per controllare la contabilità della Lucchese
Luca Tronchetti
◗
Nella foto orizzontale il commercialista ligure e lavvocato Gianfranceschi In quella verticale Gallo e Di Bari 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. E meno male che l'imprenditore edile Luigi Gallo, conosciuto nel mondo del calcio per la falsa fideiussione da un milione e settecentomila euro rifilata al Torino che lo portò in carcere nell'estate del 2005, era solo un tramite della cordata genovese. Perchè ieri pomeriggio l'ex patron del Venezia si è presentato nella sede dell'As Lucchese Libertas 1905 in viale San Concordio. La telefonata arriva improvvisa in sede alle 9 del mattino. La cordata Gallo sarà lì dopo le 15. Con l'uomo delle fideiussioni c'è Maurizio Montali, 53 anni, ex direttore generale dell'Imperia Calcio con il fratello Gianfranco presidente (il club ligure fu radiato nel 2008), l'arredatore di interni Michele Di Bari, l'avvocato Marco Gianfranceschi di Massa e un commercialista ligure di fiducia. In ufficio ad attenderli c'è il presidente del collegio sindacale, il commercialista Gabriele Nencini, il dottor Lazzarini, il segretario Nicola Benedetti e il direttore organizzativo Luigi Viani. E, ovviamente, c'è anche il rappresentante della Valore: l'ormai ex presidente-traghettatore Fabrizio Biagioni. Dell'architetto Giovanni Valentini nessuna traccia. I professionisti della nuova cordata spulciano tutta la documentazione. Montali si lascia andare a commenti entusiastici sulla tenuta dei conti e soprattutto sul lavoro fatto dal ds. «Giovannini va a Spezia?» una delle poche domande rivolte dai possibili nuovi padroni della Lucchese. Strano che non sappiano che da almeno 20 giorni è Moreno Zocchi (ex Pavia) il nuovo uomo-mercato degli aquilotti. Sono circa le 18 quando la comitiva lascia la sede di viale S. Concordio. Fuori dal portone, ad attenderli, ci sono i fotografi. Gallo appare un po' imbronciato, leggermente infastidito dalla presenza degli obiettivi. Quasi la sua dovesse essere una missione «segreta». Salgono in macchina e prima di riprendere l'autostrada che li riporta in terra ligure si dirigono verso San Donato per ammirare i famosi terreni agricoli acquistati anni fa dalla Società Sviluppo Sportivo che racchiudeva gli ormai ex soci Giovanni Valentini e Giuliano Giuliani. Già, l'ex patron. Sa che il tempo stringe, ma lui ci crede e ci mette l'anima per trovare chi possa subentrare nelle quote alla Valore che ha bisogno urgente di ossigeno. Oggi e domani avrà due-tre incontri decisivi con imprenditori importanti che potrebbero davvero far pendere la bilancia verso l'azionista di minoranza innamorato dei colori rossoneri. Entro lunedì qualcosa accadrà. «Voglio che la Lucchese finisca in mano a gente onesta» è il refrain di «Giulianone» che non riesce a mandar giù l'improvvida mossa dell'azionista di maggioranza riguardo alla riduzione o eliminazione del diritto di prelazione previsto nello Statuto e messo all'ordine del giorno della prossima assemblea dei soci fissata per mercoledì primo giugno. Si respira un'atmosfera surreale intorno alla Lucchese come qualcosa dovesse accadere da un momento all'altro. Ed è anche assai singolare il comportamento tenuto dalla cordata prescelta dalla Valore nei confronti del diesse Paolo Giovannini (ieri è stato tutto il giorno nella casa paterna a Bagni di Lucca). Tra 10 giorni ci sono da discutere le comproprietà e ci sono giocatori a cui, prima della penalizzazione, l'azionista di maggioranza aveva promesso di pagare almeno parte degli stipendi (si tratta di 5-6mila euro). Ma nessuno si è fatto vivo con il responsabile sportivo per chiedere notizie e avere indicazioni. Strano modo di fare per chi mastica da anni di calcio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
