Sicurezza
Solo promesse per l'antiquariato
Barbara Antoni
Petri: «Il settore è in difficoltà, ma l'atteso rilancio non parte»
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LUCCA. Scontano gli effetti di molte promesse non mantenute le gallerie e le botteghe della Lucca antiquaria. In via del Gallo e in via del Battistero il Comune, spiega Settimo Petri per l'Associazione Antiquari, «il Comune non ha realizzato l'illuminazione per la quale si era impegnato. Non ha allestito alcuna segnaletica. Addirittura, via del Gallo e via del Battistero sono tagliate fuori anche dalle mappe che si trovano alle porte e in altri punti del centro storico. Da nessuna parte, in città, sono indicati percorsi riconducibili alle botteghe antiquarie. Di quello che aspettavamo non è arrivato niente». Risultato: gli antiquari storici di Lucca si sentono abbandonati a se stessi. Eppure rappresentano, da decenni, una delle attrattive maggiori della città, sia dal punto di vista turistico che artistico. «L'amministrazione comunale - continua - ci aveva assicurato un supporto per migliorare l'illuminazione in via del Battistero. In queste condizioni, non è visibile a chi viene per la prima volta in città. Sono stati installati alcuni lampioni in via del Gallo, ma la loggia bruciata non è mai stata restaurata. D'inverno, via del Battistero è talmente buia che dalle 16,30 in poi è raro vedere persone in giro, tantomeno turisti». Altra lacuna: la segnaletica per la zona antiquaria. «Avevamo chiesto - continua l'esponente dell'associazione - che venissero apposti cartelli indicatori nella zona della Cattedrale e in altri punti strategici del centro storico. Non ne abbiamo mai visti». E quanto al restauro del portone del Battistero, avvenuto «con il contributo della Fondazione Banca del Monte», non ha sortito l'effetto auspicato. «Il portone è rimasto semiaperto - continua Petri -. Il turista si affaccia ma non può entrare. Non può neanche dare un'occhiata all'interno: davanti a sé vede soltanto una gigantografia di alcune opere al suo interno. Non chiediamo che da qui si possa entrare nel Battistero, ma almeno che il portone rimanga aperto e lasci una prospettiva sulla piazza. Se così fosse, rappresenterebbe un'attrattiva di ben altro livello. Invece i turisti arrivano e se ne vanno, non proseguono la loro passeggiata nelle vie degli antiquari». È rimasta nel libro dei sogni anche la «promessa del Comune di tutelare le attività storiche. Questa - aggiunge Petri - è una zona votata storicamente a un tipo particolare di commercio. Ma non è mai stato fatto niente». E come se non bastasse, «soffriamo di una eccessiva rigidità nei permessi per il carico e scarico delle merci. Non si può pensare di trattare merci pesanti e delicate come sono quadri, sculture o mobili antichi come una merce qualsiasi. Se l'orario non è quello previsto e il corriere che ci fornisce i pezzi arriva, o se siamo noi a dover portare fuori dal centro un oggetto, come si può pensare di metterlo su un carrello? Rischia di rovinarsi, e magari ha un valore di trentamila euro. E anche in previsione del servizio di trasporto merci nel centro storico con i mezzi elettrici, chi mai affiderà loro un oggetto antico? Per trasportarli, bisogna essere esperti nel legare gli imballaggi. Non ci sorprendiamo se poi alcuni antiquari del centro decidono di trasferirsi fuori, dove lavorare è molto più comodo».
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