Sicurezza
Scoperto il presunto killer dei gatti
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Un gatto bruciato trovato da un cittadino che ha dato lallarme A lui vengono attribuite anche le sevizie degli ultimi giorni
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LUCCA. Secondo i carabinieri sarebbe un ottantenne affetto da problemi psichici il serial killer dei gatti che sta facendo strage di felini nella zona di San Cassiano a Vico, Marlia e Santissima Annunziata. Nelle ultime settimane due sono stati bruciati, un terzo è stato ucciso a bastonate ed un altro è stato decapitato con un colpo di accetta e la testa deposta sulla tomba di una signora che amava i mici. L'anziano è stato già denunciato dai militari alla fine dello scorso anno dopo accertamenti effettuati su richiesta del sostituto procuratore Antonio Mariotti. E, per le forze dell'ordine, queste nuovi episodi sarebbero da ricondurre alla stessa persona. A dare l'allarme per gli ultimi episodi è stato Rossano Fava, guardia ecozoofila dell'Anpana che abita in via dei Capannoresi a San Cassiano a Vico. «Qualche settimana fa - dice Fava - qualcuno ha bruciato un gatto proprio di fronte al cancello di casa, accanto ad alcuni cassonetti per l'immondizia. Quasi sicuramente la povera bestia è stata cosparsa di liquido infiammabile e poi è stato appiccato il fuoco. L'animale è rimasto scarnificato proprio su un tombino. Sembra mummificato. È una scena veramente atroce». Qualche giorno dopo l'uccisione del felino, è sparito anche il gatto persiano tartarugato di proprietà della guardia. Altri due felini sono stati uccisi in via dei Biccelli 68 a Marlia. E un altro gattino di razza è stato dato alle fiamme e gettato nel frutteto accanto a un'abiltazione. Per i carabinieri dietro questi macabri episodi, avvenuti nel corso del tempo, ci sarebbe l'anziano affetto da disturbi psichici e che odia profondamente gli animali, specie i felini. Ma visto il continuo ripetersi degli episodi - tra cui una macabra vicenda accaduta alla Santissima Annunziata con la testa mozzata di un gatto sistemata su una tomba - Fava invita a non abbassare la guardia: «Da qualche settimana - dice Fava - stiamo indagando su questi gravissimi episodi. Parliamo con la gente e monitoriamo il territorio alla ricerca di qualche traccia che possa rivelarsi utile alle indagini».
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