Il dolore
Pulizie sui treni, la rivolta degli addetti
B.A.
Posti di lavoro a rischio con i nuovi appalti. Oggi la manifestazione
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LUCCA. Presidiano le stanze delle stazioni ferroviarie dove custodiscono il magazzino dei loro attrezzi di lavoro: spazzoloni, detersivi e altri materiali e strumenti necessari a pulire i treni. Perché in tasca hanno una lettera di licenziamento dalla cooperativa che deteneva l'appalto di pulizia dei treni regionali (quelli del Memorario) in scadenza il 31 maggio, e perché la cooperativa che si è aggiudicato il nuovo appalto (e si è insediata già il 25 maggio) non li ha contattati per assumerli. Al contrario, ha inviato sui luoghi di lavoro altro personale, reclutato in autonomia. La guerra tra poveri scoppia tra i lavoratori degli appalti per la pulizia dei treni. Quattrocento complessivamente in Toscana, di cui venti sul territorio provinciale lucchese (nove legati alla stazione di Lucca, nove a quella di Viareggio e due a quella di Piazza al Serchio). «Prima l'appalto per la pulizia dei treni del Memorario era unico per tutta la regione - spiega il sindacalista della Filt Cgil lucchese Mario Salvadori -, ora è stato diviso in quattro lotti. Uno è quello che comprende Lucca, Pisa e Livorno. Si è aggiudicata l'appalto una ditta napoletana, si chiama cooperativa Partenope, con il maggior ribasso tra i quattro lotti toscani: il 35%». I lavoratori alle dipendenze della precedente cooperativa (a Lucca, «la Morelli», dice il sindacalista) si aspettavano di essere contattati da quella che si è aggiudicata il nuovo appalto, ma finora niente, prosegue Salvadori. E il caso non è solo lucchese: «succede lo stesso in tutta la Toscana. Le nuove ditte hanno fatto sapere che su 400 addetti intendono tagliare 40 posti di lavoro, finora non hanno fatto sapere dove. Per questo sono scattati i presidi. I lavoratori difendono i loro posti, tantopiù che si vedono sostituire da altri. È una vergogna». Stamani, in Toscana, ci saranno due manifestazioni di protesta. Per i lavoratori della costa, alla stazione di Pisa (ci saranno anche i lavoratori lucchesi); per i restanti, alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze.
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