La manifestazione
Fai da te per galleristi
B.A.
«Manca il sostegno pubblico»
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LUCCA. La terza domenica del mese, il mercato antiquario. E tutti i giorni dell'anno quindici gallerie antiquarie nel cuore del centro storico. Ma a promuovere questa risorsa, il Comune non si impegna, protestano gli antiquari con le gallerie in via del Gallo e via del Battistero. L'ultimo depliant informativo risale al 2010, e fu realizzato dall'Apt, mostra Settimo Petri, antiquario e referente dell'Associazione Antiquari Lucchesi. Così i galleristi si sono organizzati per fare da sé. Singolarmente, predisponendo ciascuno siti internet come vetrina della propria attività e dei propri pezzi da offrire alla clientela. In gruppo, partecipando a fiere la cui cassa di risonanza è assai maggiore a quella della piazza lucchese. Ad esempio quelle di Parma e Sarzana. «Da alcuni anni - spiega Settimo Petri - l'associazione affitta spazi all'interno di queste manifetazioni, che suddividiamo in stand per ogni galleria. Se i clienti non vengono da noi, siamo noi ad andare dai clienti. Purtroppo l'amministrazione lucchese non ha mai fatto niente per promuovere l'antiquariato. Un tempo era stato deciso che una parte dei proventi dall'affitto dei posteggi dei banchi del mercato mensile venissero destinati alla pubblicità per gli antiquari del mercato e delle gallerie. Non è mai partita un'iniziativa in questo senso». Ultimamente, Petri lo ammette, sono state organizzate iniziative in concomitanza con il terzo fine settimana del mese. «Ci auguriamo che eventi come Baluccando o Carta d'epoca possano strutturarsi e svilupparsi. Sono un buon veicolo per attrarre pubblico. Ma se in contemporanea vengono organizzate manifestazioni di altra natura nel centro storico, come mercati vari o eventi legati all'enogastronomia, la gente si indirizza su questi ultimi. Tanto, pensa, il mercato lo vedo il mese prossimo». Un peccato che, alla fine, il mondo dell'antiquariato rimanga in disparte rispetto al panorama anche del commercio lucchese. E dire che tra i suoi affezionati, l'antiquariato cittadino annovera volti noti del cinema - come Christian De Sica, Diego Abatantuono e Gabriele Salvatores -, del calcio e dell'imprenditoria come Massimo Moratti «che prima si vedeva spesso e ora non più».
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