Il Tirreno

Lucca

A Porcari approvato il consuntivo: i soldi ci sono ma il patto di stabilità impedisce di spendere

Un bilancio col cappio al collo

L’assessore alle finanze Emanuele Carrara
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L’assessore alle finanze Emanuele Carrara

La conseguenza: meno opere, ma senza toccare servizi e tariffe

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PORCARI. Meno opere e investimenti, ma senza toccare i servizi sociali e tariffe invariate, in alcuni casi da otto anni, come la Tia sui rifiuti. Il bilancio consuntivo del 2010 del Comune mostra conti in regola, nel rispetto del controverso e discusso patto di stabilità, ma fotografa anche le difficoltà dell'amministrazione dovute all'impossibilità di spendere pur avendo i soldi in cassa. L'avanzo del rendiconto del 2010, approvato dal consiglio comunale, è di circa un milione e 653mila euro. Il sindaco Alberto Baccini, presentando bilancio con l'assessore alle finanze Emanuele Carrara, lo dice con toni duri. «Siamo un Comune ben amministrato, ma il patto di stabilità, che abbiamo sforato una sola volta nel 2007, impedisce di spendere le nostre risorse e ci sta mettendo in difficoltà nel pagare con puntualità i fornitori e negli investimenti che dovremo ridurre per mantenere invariati servizi sociali e non aumentare le tasse. Eppure vorremmo mettere in cantiere nuove opere di cui il paese ha bisogno, ad esempio ampliare la rete del metano e la manutenzione dello stadio. Vorremmo anche incentivare l'occupazione come fatto coi fondi del 2010 destinati all'avviamento di nuove imprese che sono andati esauriti. Tutto questo è fermo. Le carenze infrastrutturali non possono essere addebitate al Comune. Sfido il ministro Tremonti a fare un bilancio migliore del nostro, senza toccare i servizi ai cittadini. Il taglio degli investimenti per gli enti locali è stato del 20% e si penalizzano i comuni virtuosi come Porcari».  Un'altra ombra è relativa all'organico comunale. «È ridotto all'osso, appena 44 dipendenti in un comune di 8mila abitanti. Pur avendo risorse proprie, che abbiamo in cassa anche grazie ad una riduzione degli sprechi e una informatizzazione degli uffici e del personale, non possiamo ampliare la pianta organica e coprire il turn over».  La crisi dell'edilizia ha fatto calare gli oneri di urbanizzazione che servono anche per coprire la spesa corrente. Il grido di dolore del sindaco è condiviso dall'assessore Carrara. «Oltre ai vincoli del patto di stabilità abbiamo dovuto fare i conti con 180mila euro in meno di trasferimenti erariali e gli oneri di urbanizzazione sono un terzo in meno rispetto ai picchi massimi negli anni d'oro. Una risorsa importante per gli investimenti del territorio che invece nel bilancio di previsione del 2011 siamo costretti a contenere per mantenere invariato il livello dei servizi sociali e le tariffe, come la Tia ferma al 2003. La volontà è di non aumentare i costi per le famiglie che già stentano e dare ossigeno all'imprenditoria, molto forte a Porcari, e ai fornitori. Gli enti locali dovrebbero investire e costruire, anche in ambiti come la sicurezza del territorio. Non poterlo fare quando i soldi ci sono è assurdo».

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