Sicurezza
Abiti Dior, Chanel, Prada, Gucci a prezzi stracciati e mai indossati: vengono dai guardaroba delle signore vip
I capi griffati li metto in conto vendita
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Ulrika HjelmArriva il negozio vintage: nasce da un'idea di due donne disoccupate
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LUCCA. Un secchiello autentico Vuitton? Trecento euro. Un abito da sposa haute-couture che in atelier costerebbe da cinque a 12mila euro? Mille euro, milleduecento al più. E giacche originali Dior, pezzi unici, valore commerciale (all'acquisto) stratosferico, oggi in vendita a cinquecento euro. Ma questi sono i prezzi top. Per scovare una gustosa rarità griffata o di vero vintage - borsetta, cintura, giacchino, abito - bastano in media pochi euro o poche decine. Il negozio si chiama B-52's, come il celebre complesso anni Ottanta. Si trova in via dei Salicchi, zona San Marco, una collocazione felice (e un affitto abbordabile) anche se non vicinissima al centro storico. Ha aperto da due settimane, ma la voce si è presto diffusa. Le signore dell'alta borghesia cittadina lo hanno preso d'assalto per rivendere guardaroba pieni di abiti, borse e bigiotterie d'annata e supergriffati. Una quantità di capi a marchio Prada e Gucci. Di solito seminuovi se non, addirittura, mai indossati, con il cartellino ancora attaccato. «L'idea era di rottura, l'avevamo messo in conto - raccontano Daniela Pardini e Ulrika Hjelm, le due artefici del primo negozio vintage in conto vendita a Lucca -. Ma la riprova, finora, è stata positiva. Solo con il passaparola, stanno arrivando tante persone, sia per comprare che per portare capi, anche Chanel, Yves Saint Laurent autentici. Tanti hanno ancora il cartellino». Le imprenditrici. Daniela e Ulrika si sono incontrate solo pochi mesi fa, a gennaio 2011. Quarantaquattro anni, lucchese «sui generis» (come si autodefinisce), Daniela, già segretaria presso uno studio legale per sedici anni e poi da otto mamma a tempo pieno, voleva riprendere a lavorare ma di impieghi part-time non se ne trovavano. Ulrika, 42 anni, svedese, mamma di una ragazza ventenne, laureata in economia nel suo paese, per nove anni impiegata alla General Motors e per dodici modella a Milano, da quando vive a Lucca voleva trovare un lavoro qui. «Ho fatto di tutto - dice Ulrika - ho lavorato anche da Ikea. Ma un posto fisso non sono riuscita a trovarlo». L'incontro. Grinta e determinazione non mancavano a nessuna delle due donne. Ma per farle incontrare c'è voluto il caso. «Una persona che ci conosceva entrambe - spiegano - ci ha presentate. Una persona che fa parte della commissione pari opportunità della Provincia, dove ciascuna di noi, singolarmente, si era rivolta per capire se e come esistessero opportunità per una donna di quarant'anni di riprendere a lavorare». Daniela e Ulrika hanno ricominciato con l'iniziativa personale. Hanno avuto la fortuna di piacersi, professionalmente parlando. E poco dopo che si conoscevano hanno messo a punto un business plan da presentare alla Provincia nell'ambito di un bando per la concessione di crediti agevolati alle idee migliori e più innovative. «Siamo arrivate al primo posto per il bando 2011 - dice entusiasta Daniela -. Avremo diritto a quindicimila euro di credito agevolato e cinquemila euro di premio, a fondo perduto». Soddisfazione, e ancora più entusiasmo per un progetto sul quale le due donne hanno investito, oltre che circa diecimila euro a testa, molte speranze per il proprio futuro. Come funziona. Nella forma, il negozio vintage è un'agenzia d'affari, che opera in conto vendita. Si possono portare fino a quindici capi a testa. All'atto della cessione in conto vendita, ogni capo viene registrato con una scheda. Viene stabilito un prezzo. Se dopo due mesi è invenduto, il costo cala del 25%. Se dopo un altro mese è invenduto, o il proprietario lo ritira, o va in beneficenza per progetti di un'associazione lucchese per il Congo. Quando il capo viene venduto, l'incasso va metà al proprietario, metà al negozio. I progetti. Il negozio vintage è stato inaugurato il 14 maggio. I suoi canali di divulgazione sono a costo zero: il tam tam, volantini fatto in casa, una pagina facebook. E ci sono già progetti di espansione, intanto sul web. Quanto prima Daniela e Ulrika apriranno anche una vetrina per la vendita on-line, perché tra i loro capi ce ne sono alcuni talmente «particolari e preziosi, da risvegliare l'attenzione di una star del cinema o della musica. Capi difficili da indossare in una giornata qualunque». Sempre per incentivare gli affari e stimolare la notorietà, Daniela e Ulrika stanno organizzando il ricevimento di gruppi di turisti da località della Versilia. E a breve, annunciano, attraverso facebook, organizzeranno un twig-ride: una passeggiata in bici con festa finale nel giardino davanti il negozio, con i partecipanti che indossano abiti dagli anni Venti, Quaranta ai mitici Settanta e Ottanta.
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