Il Tirreno

Lucca

Barsanti, esempio per tutti

La dottoressa Gemma Barsanti
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La dottoressa Gemma Barsanti

La Uil ricorda l'illustre medico oncologo

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 LUCCA. Un medico bravo e attento, che mancherà a tutti. È commosso il ricordo di Gemma Barsanti, che era stato direttore delle ex unità operativa ad indirizzo oncologico del Campo di Marte, fatto da Uil-Fpl e Uil Fpl Medici.  «Nella storia dell'ospedale la dottoressa Barsanti ha rappresentato una pietra miliare in quanto grazie a lei si è costituita, oltre 20 anni fa, una piccola sezione di oncologia che è divenuta la gloriosa "Unità operativa a indirizzo oncologico". Il servizio di oncologia ha permesso di visitare e curare migliaia di persone in autonomia o in collaborazione con oncologi ed ematologi di tutta Italia e di evitare al paziente il pendolarismo con altre città. È stata proprio la dottoressa Barsanti che ha voluto questa "medicina ad indirizzo oncologico" che secondo ha rappresentato un ottimale modello organizzativo da prendere come esempio dall'azienda e dalla Regione per le scelte del futuro».  Die la Uil che il modello portato avanti per circa 20 anni ha consentito di superare la rigida struttura terapeutica dei protocolli anteponendo sempre la persona al farmaco, posticipando anche la terapia se le condizioni cliniche del paziente erano tali da non poter rispettare un preciso cronogramma.  «La forza della "Medicina ad indirizzo oncologico" è stata proprio quella di vedere il paziente dal punto di vista del medico internista di cui la dottoressa Barsanti aveva già un immensa esperienza; lo schema terapeutico veniva tagliato su misura nel rispetto di una accettabile qualità di vita. Nel reparto al mattino si trovava spesso una multitudine di pazienti, non certo per una cattiva organizzazione ma semplicemente perché la filosofia della dottoressa Barsanti era quella della presa in carico totale del paziente: dall'inizio del ciclo di terapia fino alla fase conclusiva della vita e in ogni momento vi era sempre, al letto del paziente, una parola dolce, rofessionale e di grande speranza. Non possiamo dimenticare altri due aspetti importanti della gestione Barsanti: il primo riguardava l'attenzione ai pazienti in fase terminale per i quali, con lungimiranza, lei riteneva necessario individuare un settore all'interno del proprio reparto da dedicare. Altro aspetto è l'ematologia affinchè fossero completate le stanze sterili e vi fosse collocato personale medico e infermieristico dedicato. Nessuno però l'ha pienamente ascoltata, tanto è vero che le stanze sterili, benché realizzate, sono chiuse».

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