Il Tirreno

Lucca

Mensa, black-out sui conguagli

Nadia Davini
La protesta per il caro mensa e l’assessore all’istruzione Donatella Buonriposi
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La protesta per il caro mensa e l’assessore all’istruzione Donatella Buonriposi

Il Comune non ha ancora calcolato quanto devono pagare le famiglie

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 LUCCA. Con 250 firme e circa 3mila euro raccolti parte il ricorso al Tar contro il caro mensa. Domani il comitato di protesta dei genitori depositerà la documentazione, proseguendo così la protesta per l'aumento dei buoni pasto.  In particolare il ricorso verte sull'illegittimità della decisione del Comune di chiedere alle famiglie conguagli "retroattivi" (a partire dall'inizio dell'anno scolastico) sulla base di tariffe riviste in corso d'opera. Inoltre, viene contestato l'inserimento nel meccanismo di tariffazione dell'indicatore di benessere relativo al consumo di energia elettrica. «Nei giorni scorsi - spiegano i genitori - il comitato ha coordinato l'adesione delle singole famiglie al ricorso raccogliendo oltre 250 sottoscrizioni, cioè superando di oltre 100 unità il limite di 150 adesioni che il direttivo del comitato considerava necessario per proseguire nell'iniziativa. I ricorrenti provengono da tutte le scuole del Comune e comprendono tanto genitori con più bambini frequentanti la mensa, quanto genitori con un solo figlio a scuola. Le famiglie hanno volontariamente versato una quota che consente di sostenere le spese per il ricorso». È chiaro - insiste il comitato - che se il ricorso sarà accolto «l'impianto della tariffazione del servizio mensa dovrà essere rivisto anche per gli anni a venire. La presentazione del ricorso è per noi un vero e proprio "atto dovuto" di fronte all'incapacità dell'amministrazione di dialogare con i cittadini. Perciò nelle intenzioni del comitato costituisce un punto di arrivo ma di partenza». Intanto fino a mercoledì prossimo continuerà il panino day. Mentre la richiesta di pagamento dei conguagli, comprendente l'effettiva cifra che i genitori dovranno pagare (visto che ancora le famiglie ne sono all'oscuro), non arriva. A pochi giorni dalla fine dell'anno scolastico, il software pensato per effettuare i calcoli di conguaglio non c'è, l'ufficio istruzione del Comune appare in difficoltà e manca ancora un quadro preciso su quanti bambini abbiano realmente usufruito del servizio mensa e quanti siano andati a scuola con il panino nello zaino. «Non ci è arrivato nulla dal Comune - confermano i genitori - tra dieci giorni finisce la scuola. Dagli uffici ci arrivano notizie poco confortanti: non hanno ancora fatto i calcoli e la situazione è resa ancora più difficile dalla mancanza di strategia nelle scuole rispetto al servizio mensa. Ad esempio, ci hanno detto ogni bidella, di quelle addette a riportare su una tabella quanti bambini siano a scuola, quanti mangino a mensa e quanti non consegnino il buono pasto perché mangiano il panino panino, utilizza il proprio metodo. C'è chi mette una x per indicare l'assenza e chi per indicare la presenza a scuola: gli uffici non sanno con esattezza a cosa corrisponda la crocetta e quindi non sanno come valutare i dati che hanno a disposizione».

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