Il Tirreno

Lucca

I medici sono sempre meno

Fabrizio Tonelli
Il direttore sanitario dell’Asl 2, Lisandro Fava (Vip)
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Il direttore sanitario dell’Asl 2, Lisandro Fava (Vip)

Con i pensionamenti anche all'Asl 2 si profila l'emergenza

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 LUCCA. Rimuovere l'incompatibilità che oggi impedisce a chi svolge attività privata di lavorare per il Servizio sanitario nazionale e allargare le maglie del corso di laurea in medicina, rivedendo la logica del numero chiuso. Sono i due provvedimenti che l'Ordine dei medici auspica per garantire il turn over.  Un problema esploso all'indomani della presentazione dei numeri di una ricerca dei sindacati Anaoo e Assomed, che evidenzia come da qui al 2020 anche in Toscana andranno in pensione circa 4mila medici del Servizio sanitario nazionale, ma mancheranno i giovani colleghi per le sostituzioni.  «La questione - dice il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell'ordine dei medici della provincia di Lucca - travalica i confini lucchesi e regionali. Quando anni fa il governo ha imposto il numero chiuso all'università ha sbagliato i calcoli e da tempo chiediamo al ministero di rivedere questa situazione».  I medici lucchesi sono preoccupati delle conseguenze. «In alcuni casi - spiega Quiriconi - si sta tentando di sostituire il medico con l'infermiere, cosa che non ci sembra appropriata. E' così a esempio per l'ambulanza infermieristica adottata dall'Asl nella Piana. In cantiere ci sono poi altri progetti che a Lucca non sono stati ancora attuati ma in realtà vicine sì. Come quello che prevede al pronto soccorso, per alcune patologie, che sia l'infermiere a condurre il percorso diagnostico terapeutico. Noi e altri 5 ordini della Toscana siamo fermamente contrari».  L'ordine invece apprezza l'iniziativa dell'infermiere di famiglia, che supporta l'azione del medico: «I ruoli sono stati definiti bene, non ci sono sovrapposizioni. L'infermiere coadiuva il medico nell'educazione sanitaria del paziente cronico».  Gli anestesisti e i chirurghi sono tra le figure che rischiano di scarseggiare.  «Probabilmente perchè - afferma Quiriconi - le loro responsabilità sono molto pesanti. Anche i premi assicurativi in alcuni casi sono davvero proibitivi».  La situazione attuale non crea comunque particolari problemi all'Asl 2. Lo dice il direttore sanitario Lisandro Fava che spiega: «Il turn over è sempre stato garantito, manteniamo il piano assunzioni dello scorso anno. Abbiamo avuto solo qualche difficoltà legata a situazioni particolari, come le gravidanze, e a qualche settore, come l'ortopedia, la chirurgia e la radiologia».  Ma può profilarsi la necessità di ricorrere a medici stranieri?  «Finora - dice il direttore sanitario - abbiamo avuto solo un anestesista senegalese, che poi è andato a lavorare a Livorno».  «In altri paesi - conclude il presidente dell'ordine Quiriconi - lavorano tanti medici stranieri, in Inghilterra per esempio ci sono tantissimi indiani e in Italia abbiamo accordi internazionali con molti Paesi, come la Siria e Israele». Che presto potrebbero arrivare anche da noi.

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