Il Tirreno

Lucca

Pdl, la rivolta degli scontenti dilaga sul web

i.b.
Il sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, eletto anche al consiglio provinciale
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Il sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, eletto anche al consiglio provinciale

Marchetti lancia il sito per chiedere l'azzeramento dei vertici e indire subito il congresso

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LUCCA. Il "manifesto degli scontenti" del Pdl è già pronto. Il sito dovrebbe aprire la prossima settimana. Dopo la sconfitta elettorale del centrodestra, non ha perso tempo, Maurizio Marchetti, appena rieletto sindaco di Altopascio e consigliere provinciale: ha bloccato il dominio "Pdl davvero" e ha preso contatti con i ribelli di Lazio, Liguria e anche Lombardia.   L'obiettivo, dichiarato, è di far fuori la dirigenza del partito che ha portato il Pdl a una sconfitta sonora più o meno ovunque, salvo dove è andato a traino della Lega. Il primo passo - dice Marchetti - è l'azzeramento immediato dei vertici del Pdl provinciale in Lucchesia e l'organizzazione dei congressi del partito, senza aspettare la campagna d'autunno. Soprattutto nelle zone, come Lucca, dove in primavera si voterà per eleggere il sindaco. Dalla Lucchesia, poi, il movimento di protesta dovrebbe estendersi a tutta Italia: ecco spiegato il sito per aderire al manifesto degli scontenti del Pdl.  «A livello locale - conferma Marchetti - è necessario sostituire i vertici provinciali con un coordinamento di sindaci di centrodestra che avranno il compito di traghettare il Pdl al congresso. A mio avviso non si deve aspettare ottobre per indirli: c'è bisogno di sostituire i vertici "nominati" come quelli attuali con vertici eletti dalla base». Marchetti ammette di non aver ancora contattato i sindaci di Versilia e Lucchesia per chiedere adesione formale a questo coordinamento, ma è sicuro di poter contare sulla loro collaborazione. Non solo su quella di Mauro Favilla (Lucca), ma anche di Luca Lunardini (Viareggio), Giampaolo Bertola (Camaiore), e di tutti i comuni della Piana e Garfagnana.  «È arrivato il momento - insiste Marchetti - si sostituire i personaggi che non rappresentano nessuno, ma sono spinti in alto per amicizie o per altre ragioni poco politiche. Il Pdl deve proporre candidati e nomine che sono espressione del territorio e del merito. Non ci si può stracciare le vesti dopo le elezioni quando accadono situazioni come quella di Lucca, che vede parlamentari paracadutati da fuori e sempre assenti nelle varie manifestazioni». Secondo Marchetti la difficoltà nella quale si dibatte il Pdl è evidente a occhio nudo: «Quando una festa elettorale a Altopascio richiama oltre 1000 persone mentre gli stati generali e programmatici del Pdl, che radunava il gotha toscano del partito on riempiono nemmeno gli spazi dell'auditorium di S. Romano, allora c'è qualcosa che non funziona e ormai bisogna prenderne atto».  L'attacco di Marchetti è frontale, anche perché dice di aver ricevuto messaggi e telefonate di militanti e simpatizzanti del Pdl, non solo lucchesi, dopo le accuse lanciate contro i vertici locali e regionali del Pdl, subito dopo lo scrutinio elettorale. «Queste persone - assicura Marchetti - mi hanno pregato di andare fino in fondo e cogliere l'occasione della sconfitta elettorale per farla diventare un'opportunità di rilancio del partito. E non posso deludere tutte le persone, molte delle quali influenti nel partito che mi hanno manifestato la loro inquietudine e irritazione per un partito che sta deludendo chi lo ha votato». Da qui la decisione di produrre un manifesto da affidare - conclude Marchetti - a Internet e «ai social network, aperto ai contributi di elettori e amici, che troveranno in questa forma una possibilità di comunicare il proprio malessere e rappresentarlo fino a Berlusconi, al quale consegneremo documento e adesioni».

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