Il Tirreno

Lucca

Mappe e disegni delle antiche Mura

Paola Taddeucci

In un libro i progetti da cui è nata la cerchia alberata cinquecentesca

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 LUCCA. Da quei progetti sono nate le Mura cinquecentesche, quelle che oggi conosciamo e percorriamo. Mappe, disegni e carte, datati tra il 1500 e il 1600, che documentano il grande lavoro e l'impegno - anche economico - messo a punto dalla città per edificare l'ultima cerchia di quest'opera monumentale.  A riunirli in un elegante volume, intitolato "La città delle Mura. Progetti e realtà di un'impresa locale" è stata la casa editrice Pacini Fazzi, in vista, nel 2013, dei 500 anni di fondazione del monumento. Ne è autrice Roberta Martinelli, una delle più autorevoli studiose delle Mura e della storia cittadina, con numerose altre pubblicazioni alle spalle e in passato assessore alla cultura sia in Comune che in Provincia.  Il libro, realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio, verrà presentato martedì 24 alle 16,30 nella sede dell'Archivio di Stato in piazza Guidiccioni.  Nel volume la dottoressa Martinelli ha voluto portare alla luce i progetti sui quali si impegnarono i più valenti architetti dell'epoca, che fecero di Lucca una sorta di grande laboratorio urbanistico. «Accanto alla Lucca di pietra, marmo e mattoni che abitiamo e conosciamo - scrive l'autrice nella prefazione - c'è un'altra Lucca.  «Quella di carta, conservata dall'Archivio di Stato nei disegni e nei progetti dell'Offizio delle Fortificazione, ovvero l'importante magistratura del Governo lucchese che guidò tutta l'operazione, una vera e propria impresa, della costruzione delle Mura.  «Il libro - prosegue Martinelli - è dedicato a quella Lucca dei disegni e dei progetti che per oltre un secolo hanno accompagnato il titanico sforzo della città capitale, che intendeva, realizzando la nuova cinta muraria, tutelare la sua libertà e indipendenza».  Mappe e documenti - la maggior parte dei quali firmati e riprodotti in grande formato - fanno rivivere da vicino i cantieri dove furono utilizzati e dei quali spesso portano i segni, pur essendo godibilissimi in tutta la loro bellezza e fedeltà. Così, nelle cinque sezioni in cui è suddiviso il volume, troviamo i progetti raggruppati secondo i tratti della cinta muraria interessati: la zona nord, la più fedele alle precedenti Mura medievali tanto da comprenderne una parte; l'est, con un percorso analogo e solo un poco più avanzato rispetto a quello preesistente; la zona sud che ha visto per prima la realizzazione degli interventi e dove ci sono il maggior numero di baluardi e la ovest, oggetto, più delle altre, di progetti, proposte e dibattiti sulla sua definizione.  La quinta sezione riporta invece una panoramica dei diversi progetti che erano stati offerti alla città e si chiude con una mappa catastale del 1839, opera di Antonio Pelosi, che raffigura la cinta muraria finita, come oggi si presenta, per poter meglio apprezzare le differenze con quanto realizzato e le proposte scartate.  Alla presentazione di martedì, oltre all'autrice, interverranno il sindaco Mauro Favilla, il presidente della Fondazione Crl Arturo Lattanzi, il soprintendente ai beni culturali Agostino Bureca, il direttore e il vicedirettore dell'Archivio di Stato, rispettivamente Diana Toccafondi e Marina Brogi, e Lorenza Caprotti, presidente del Ciscu (Centro internazionale per lo studio delle cerchia urbane).

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